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Sette giorni per evitare lo scioglimento del Consiglio

Corsa contro il tempo per l'amministrazione, commissario sempre più vicino. Il sindaco Simoni: “Aspettiamo notizie da Roma sul piano di riequilibrio presentato, ma siamo pronti a dichiarare il dissesto all’ultimo giorno utile”

Sette giorni per evitare lo scioglimento del Consiglio

Sette giorni per evitare lo scioglimento del Consiglio Comunale. Questo il tempo rimasto alla amministrazione comunale di Porto Azzurro dopo la lettera del Prefetto di Livorno del 2 gennaio scorso, con la quale il funzionario di Governo assegnava all’Ente 20 giorni di tempo da quella data per deliberare lo stato di dissesto finanziario conseguente al diniego espresso dalla Corte dei Conti verso il piano decennale di risanamento predisposto dalla amministrazione Simoni.
Lo scorso 9 gennaio il Consiglio Comunale di Porto Azzurro, come si ricorderà, aveva approvato una delibera di avvio del procedimento per la riproposizione della procedura di riequilibrio finanziario pluriennale, appellandosi – in maniera opinabile, secondo la minoranza – alla Legge di Stabilità 2014 appena approvata dal governo Letta. “Siamo ancora in attesa di notizie da Roma – ci ha detto oggi il sindaco di Porto Azzurro Luca Simoni – ma siamo anche pronti ad andare in Consiglio Comunale nell’ultimo giorno utile per dichiarare il dissesto ed evitare lo scioglimento del Consiglio stesso, anche se siamo tuttora convinti che la nostra situazione finanziaria non sia messa poi così male”.
Gli scenari possibili, alla luce dell’intenzione della amministrazione Simoni, si riducono dunque a quello direttamente conseguente alla decisione della Corte dei Conti: alla dichiarazione dello stato di dissesto finanziario seguirà la nomina di un Commissario prefettizio, che affiancherà l’amministrazione comunale per il periodo necessario ad occuparsi delle funzioni finanziarie dell’Ente, verificando i conti ed adottando quei provvedimenti necessari a riequilibrarli e ad accertare eventuali responsabilità. Se invece per qualsiasi motivo dovesse trascorrere senza ulteriori provvedimenti la data del 22 gennaio, scatterebbe la nomina di un commissario ad acta che si sostituirebbe a un esecutivo inadempiente con il conseguente scioglimento del Consiglio comunale. Per la cronaca, sarebbe ancora possibile in quel caso andare al voto per il rinnovo del Sindaco e del Consiglio Comunale già nella prossima finestra elettorale del 25 maggio 2014.