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Elbani allarmati per la possibile chiusura dell’ospedale

Grande preoccupazione per il piano ministeriale che prevede la cancellazione di 175 piccoli nosocomi in Italia. Nessuna smentita da Roma, la Regione si dice contraria ma qualcuno accusa: ha assecondato la razionalizzazione

Elbani allarmati per la possibile chiusura dell'ospedale

Ha destato grande preoccupazione, all’Elba, la notizia della possibile chiusura dell’ospedale di Portoferraio. Una grande e legittima preoccupazione, legata alla possibilità che arrivi in porto, in tempi brevi, il piano ministeriale che prevede la cancellazione della struttura ospedaliera dell’isola, insieme a quella di altri 175 piccoli centri sanitari, considerati costosi, e oltretutto insicuri, dagli esperti del settore.

Certo, il nosocomio elbano è da anni al centro di un progressivo impoverimento, operato da tagli improvvisi cui seguono – immancabili – accordi e promesse (spesso non mantenute). L’allarme del giorno invece è inedito: si tratta di una chiusura netta e definitiva, che affiderebbe la salute degli elbani al servizio di elisoccorso, quello che abbiamo sperimentato i questi anni e che, secondo i tecnici ministeriali, sarebbe più capace di garantire la salute dei cittadini stessi. Secondo le anticipazioni pubblicate l’altro giorno dalla Stampa di Torino, e finora non smentita da Roma, è lo stesso ministero della Salute ad aver deciso questa ulteriore razionalizzazione, mettendola nero su bianco in un piano destinato a tradursi in decreto dopo l’ok del governo e delle regioni interessate. Il piano, oltretutto, ad oggi non prevedrebbe deroghe di alcun tipo per le realtà geograficamente svantaggiate come le isole o le montagne.

A dire il vero la Regione Toscana si è subito detto contraria, con il governatore Enrico Rossi, già assessore alla Sanità, che ha rassicurato la sua netta contrarietà, ricordando che il sistema ospedaliero toscano è già stato riformato. Ma in realtà, secondo molti, la Regione è tutt’altro che esente da responsabilità, dal momento che questo allarme chiusura arriva dopo anni di un progressivo, strisciante smantellamento da parte della Regione, che ha portato a ridurre il numero di posti letto, reparti e servizi. È il parere, per esempio, del comitato Elba salute, che con Francesco Semeraro ricorda come l’ospedale elbano, prima dei tagli degli ultimi anni, fosse di pochissime unità di posti letto sotto la soglia che avrebbe garantito di passare indenni anche da quest’ultima imprevista mannaia. D’altra parte i difensori della Regione hanno sempre sottolineato come i suoi tagli fossero inevitabili per via delle politiche di rigore imposte dai governi centrali. 

Intanto, mentre osservatori e opinionisti sembrano approvare l’approccio ministeriale, gli elbani – basta vedere il numero di coloro che hanno letto o condiviso su facebook il nostro articolo di lunedì – vivono questo possibile taglio come l’ultima e più grave minaccia ai loro diritti.