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Unione dei Comuni obbligatoria (per legge) all'Elba - Tirreno Elba News
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Unione dei Comuni obbligatoria (per legge) all’Elba

La riforma che impone ai centri sotto i 5mila abitanti di gestire in forma associata tutte le funzioni. E svuota le Province: meno poteri e niente elezioni già dal 2014, presidente e consiglieri saranno nominati dai sindaci

Unione dei Comuni obbligatoria (per legge) all'Elba

Non ci sarà la fusione forzata ma qualcosa cambierà, anche all’Elba. E nel resto della provincia. Arriva in Parlamento il molto discusso disegno di legge firmato dal ministro Graziano Del Rio, e considerato strategico dal governo. Il progetto normativo ridefinisce la struttura degli enti territoriali, cambiandone le funzioni anche per ridurne le spese. Intanto, la cancellazione delle Province non c’è: le Province vengono svuotate, di funzioni, poteri e dipendenti. Se Camera e Senato approvassero il disegno di legge, le previste elezioni provinciali nel 2014 non ci saranno più, perché non ci saranno più presidente e consiglieri coì come li abbiamo sempre conosciuti. Presidente e Consiglio saranno eletti dalla conferenza dei sindaci e dei consiglieri del territorio. Ma non percepiranno un secondo stipendio. Quali poteri resteranno alle Province? Manutenzione di strade e scuole, tutela di boschi e parchi, gestione dei rifiuti, assetto idrogeologico, trasporto locale. E pianificazione generale dell’area vasta. Perderanno invece i Centri per l’impiego, e tutte le funzioni delegate dalle Regioni: formazione professionale, turismo, beni culturali, sociale. I 56 mila dipendenti saranno riassorbiti tra Comuni e Regioni. Resteranno invece i tributi provinciali: il Tefa ambientale, la tassa nell’Rc auto e l’Ipt sulle trascrizioni dei veicoli.

Ma cambia molto anche il panorama istituzionale dell’Elba. Archiviata, almeno per ora, la fusione, è chiaro che non tutto potrà restare così com’è. In particolare, sette Comuni elbani dovranno mettersi d’accordo e gestire in forma associata tutte le loro funzioni. Solo Portoferraio potrebbe continuare a svolgere in forma autonoma le sue funzioni. I Comuni sotto i 5 mila abitanti, infatti, dovranno dar vita all’Unione dei Comuni, un ente di secondo livello con un proprio bilancio e presidente, consiglio, giunta, tutte figure ma senza secondo stipendio. Scopo dell’Unione: svolgere “in forma associata” tutti e dieci le funzioni dei Comuni. Il presidente dell’Unione dei Comuni sarà scelto dai sindaci.