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L’Elba è uno scrigno inesplorato di tesori storici

Dal convegno Unesco arrivano spunti interessanti sulle risorse segrete dell'isola

L'Elba è uno scrigno inesplorato di tesori storici

Dal convegno di Marciana Marina, in occasione della Settimana Unesco 2013 dedicata all’Educazione dello Sviluppo Sostenibile nel segno della bellezza dei paesaggi, dalla valorizzazione alla creatività, sono scaturiti importanti spunti e riflessioni per la valorizzazione delle risorse culturali, storico antropiche e geomorfologiche del territorio elbano, attraverso la consapevolezza di trovarsi di fronte, per quanto riguarda le terre dei Comuni di Marciana Marina e di Marciana insieme, ad un unicum ambientale di straordinaria rilevanza e bellezza.

Alla presenza dei sindaci, Andrea Ciumei e Anna Bulgaresi, esperti istituzionali, docenti universitari, architetti e appassionati cultori della storia locale, intevenuti anche in rappresentaza di ordini professionali e associazioni, hanno dimostrato che il territorio del monte Capanne, quello che delimita l’anfiteatro naturale delle terre marcianesi, specificatamente posto al centro dell’attenzione per la Settimana dell’Unesco, è uno scrigno, ancora largamente inesplorato di ricchezze geomorfologiche ed archeologiche costituite dal mondo di pietra che le contraddistingue. Queste presenze, opportunamente osservate, sono in grado da sole di riscivere la storia di un territorio attraverso l’esplorazione di un paesaggio antropico e naturalistico di grande suggestione e potenziale attrattiva in chiave di sviluppo culturale ed economico.

Sotto la sapiente regia del professor Fiorenzo Gei, presidente del Cai di Prato, promotore della manifestazione, si sono alternati i seguenti relatori: l’architetto Riccardo Lorenzi della Soprintendenza di Pisa che, in considerazione della particolare rilevanza scientifica e storico architetonica del territorio, ha proposto di creare proprio qui, il Laboratorio interprovinciale del paesaggio, facendo di questa istituzione il fulcro di studi per tutto l’Arcipalego Toscano; l’archeologo emerito e grande conoscitore del territorio elbano, Michelangelo Zecchini, vi ha invece riconoscituo, alla luce di nuove e inoppugnabili prove, la terra matrice dell’egemonia etrusca, costituitasi non solo intorno alle risorse minerarie, ma anche e soprattutto intorno a retaggi cultuali antichissimi, tanto da individuare nel sistema del monte Capanne, in particolare, nell’asse monte Giove/Monte Catino/Omo Masso, la “montagna sacra” dei Tirreni. Carlo Alberto Garzonio, ordinario di geologia applicata, ha spiegato la relazione esistente tra le preminenze geomorfologiche del territorio e la particolare antropizzazione dei siti, giustificando anche, alla luce di aggiornati; studi paleoclimatici, gli effetti territoriali prodotti nei secoli dall’alternaza di alluvioni e di periodi siccitosi, nello spostamento della linea di costa dovuto all’accumlo di sedimenti. Daniela Cinti, del Laboratorio di Restauro ambientale ha invece illustato i risultati del workshop dell’Università di Firenze, svoltosi nel mese di settembre a Marciana Marina, condotto con gli allievi del corso di Specializzazione in Beni Arcitettonici e del Paesaggio, proponendo una fattiva rivalutazione dei piccoli borghi che identificano le diversi matrici storiche del territorio marinese e marcianese. Sono poi intervenuti l’Associazione Architetti Elbani, con Alessandro Pastorelli e l’Associaczone Elba Fortificata rappresentata da Alberto Campedelli, con inedite testimonianze sull’ultimo periodo bellico.

A conclusione del ricco programma dei lavoro, il professor Giuseppe Alberto Centauro, docente di restauro e presidente dell’Associazione via Etrusca del Ferro, ha illustrato il percorso espositivo della mostra che è stata associata al convegno “Dal Capanne alla Calvana. L’arcana bellezza dei paesaggio di pietra nel mondo protostorico etrusco”. Si tratta di una mostra che per 15 giorni ancora resterà aperta per tutti gli elbani che non hanno avuto la possibilità di partecipare al convegno di sabato 23 novembre.

Centauro ha proposto un confronto tra il paesaggio moderno e contemporaneo con quello antico alla ricerca delle intime ragioni che rendono unico il paesaggio elbano, ritornando alle origini delle matrici etrusche del paesaggio marcianese. La relazione dello studioso si è conclusa con un’ipotesi ricostruttiva degli assetti insediativi nel periodo arcaico e tardoarcaico etrusco (VI-V sec. a.C.) e con la proiezione, in anteprima assoluta, di un video realizzato sulla base di una modellazione 3D georeferenziata del territorio, con spettacolari animazioni curate da David Fastelli. La dimostrazione dell’ipotesi relativa alla fondazione etrusca dell’emporio alla Marina è solo il punto di partenza per uno speciale riconoscimento di valore e di interesse storico del territorio, oltre naturalmente quelle che sono le bellezze note degli scenari naturalistici propri dell’isola, gurdando nell’ambito della formazione nell’enclave marcianese di un’articolata polis etrusca. Per la circostanza sono stati messi in luce i collegamenti esistenti tra le geometrie del paesaggio agrario tradizionale (le chiuse, i reticoli idrografici, ecc.) con l’ordinamento di tipo centuriale realizzato dai gromatici etruschi, utilizzando speciali punti di osservazione riscoperti sul territorio, seguendo altresì l’ordinamento astrale suggerito dal templum solare. Questa sorprendente valutazione dell’antico paesaggio antropico marcianese apre la strada a nuovi sviluppi di studio sulle origini dell’insediamento e sul più che probabile legame di Marciana con la fondazione, ricordata dal geografo Strabone, della colonia etrusca di Marcina in Campania.

Lo sviluppo sostenibile legato ad un turismo culturale di qualità e di rispetto per il territorio che si muove alla ricerca delle bellezze della storia, in perfetta simbiosi con la natura, passa dunque – come sottolineato nel convegno della Settimana Unesco di Marciana Marina- dalla rivalutazione delle risorse culturali e paesaggi stiche del territorio elbano tout court, oggi finalmente riconosciuto protagonista, sicuramente nelle terre di Marciana, dell’epopea degli Etruschi.