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Ecco la storica fonte di Napoleone distrutta e profanata - Tirreno Elba News
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Ecco la storica fonte di Napoleone distrutta e profanata

La lettera: "Il prossimo anno ci sarà la celebrazione del bicentenario. Secondo la targa di marmo, l’imperatore francese si fermò per l’acqua curativa di questo luogo. E se questo sito sarà inserito nell’itinerario di migliaia di turisti non faremmo certo una bella figura, al contrario ci sarà da vergognarsi"

Ecco la storica fonte di Napoleone distrutta e profanata

Un luogo storico lasciato in uno stato pietoso, abbandonato, “profanato” in certo senso. Riceviamo questa lettera, con una serie di foto davvero molto eloquenti ed è difficile dar torto a questa nostra lettrice:

“L’altro giorno, fermandomi alla famosissima e frequentatissima Fonte Napoleone, per fare rifornimento di acqua potabile per casa mia, mi è venuto un pensiero spontaneo. Il prossimo anno ci sarà la celebrazione del bicentenario napoleonico. Secondo la targa di marmo affissa, l’imperatore francese si fermò per l’acqua curativa della fonte proprio lì, dove mi fermo anch’io … E se per caso, questo sito sarà inserito nell’itinerario dei migliaia di turisti francesi che verranno a visitare questi luoghi lautamente pubblicizzati, non faremmo certo una bella figura ma al contrario ci sarà da vergognarsi presentando questo luogo in questo stato pietoso, abbandonato, distrutto … oserei dire profanato. Ho fatto qualche foto con il cellulare, che allego, tanto per rendere l’idea di cosa andremmo a presentare. La vasca in marmo è distrutta, la targa in marmo idem , tutta la nicchia è coperta di muschio e c’è odore fortissimo e acre di chissà quale schifezza… Il portone d’ingresso è quasi introvabile a causa della catasta di decine di bancali usati dai camion per il trasporto delle bottiglie, per non parlare dei rifiuti abbandonati vicino ai cassonetti e tirati sotto al ponte in quella curva. Ora, io mi rivolgo a chi di competenza: non sarebbe ora di iniziare a rendere questo luogo una cosa presentabile e pulita? Non rimane molto tempo….Alexandra Trostorff”.