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La Fondazione segnale positivo, dov’è ora la nostra politica?

di Sergio Bicecci

La Fondazione segnale positivo, dov'è ora la nostra politica?

Leggo quanto scrive l’amico Semeraro sul futuro della Autorità Portuale e con sorpresa mi trovo inserito nell’elenco dei nomi che propone alla Presidenza dello stesso. Conosco Francesco, so che è sincero e onesto e lo ringrazio, più volte ho pensato e detto che meriterebbe un vero riconoscimento per la passione e la costanza con la quale affronta i tanti argomenti che tratta. Perciò mentre accolgo la sua indicazione come una benevola provocazione, mi sorprendo a sorridere pensando al coraggio nell’inserirmi in quella lista. So di non avere alcun titolo per aspirare a tanto, il mio curriculum è fatto di tante esperienze di vita e non di titoli accademici. Vero che il mare nel suo insieme, dalla pesca subacquea a quella di superfice, dal nuoto, alla barca, ha costituito la passione della mia vita. Vero anche che nelle sere estive spendo un po’ di tempo per ammirare le belle barche in arrivo nella nostra darsena, deplorando le condizioni in cui questa versa, così come è vero che in virtù di ciò ho speso qualche parola di critica alla Amministrazione di Portoferraio, quando ha approvato il progetto ESAOM senza minimamente prendere in considerazione la richiesta di una locazione, nello stesso progetto, dei natanti dei residenti, liberando la Darsena e dando così ossigeno al Centro Storico. Ma è anche vero che tanto non basta per la Presidenza dell’APPE, occorre molto di più. In questo senso noto che altri nell’elenco Semeraro, non sembrerebbero neppure portati, per cultura di vita e passione a tale incarico. Al di la di questo mi auguro che la scelta del Presidente sia oculata, secondo legge e coscienza, che rispetti le giuste aspettative dell’Elba e consideri che se esiste un porto di Piombino un gran merito va riconosciuto all’Elba e al porto del Capoluogo. E tanto debba valere, forse a maggior ragione, anche per la scelta del Direttore. Chi mi legge sa, invece, che mi sono speso abbastanza sulla sanità e sull’impoverimento dei servizi del nostro Ospedale. In proposito non sono mai stato tenero, ho ritenuto il famoso accordo con l’assessore Marroni una scatola vuota, firmato colpevolmente in fretta e furia e sono sicuro che, in questa fase critica in senso lato, niente e nessuno cambierà le cose. Allora faccio un proposta veramente provocatoria. Se il nostro Ospedale è una spina nel fianco della Regione, se non può più soddisfare le nostre giuste necessità, se l’alternativa è l’elicottero o Piombino anche per una cistoscopia o fibroscopia che sia, allora si alieni a privati, ci si liberi dalla spada di Damocle perennemente sulla nostra testa. Per carità nessuno si scandalizzi, mi sembra razionale cercare soluzioni ad un problema tanto importante, sentito e come ho detto senza speranza. Tante sono in Italia le strutture private convenzionate, ovviamente consentendo giusti adeguamenti strutturali e funzionali ad una gestione privata nonché alla possibilità di fornire servizi adeguati. Siamo o no la terza isola d’Italia, siamo o no nel terzo millennio. Penso anche al personale medico e paramedico, indotto ad un lavoro qualche volta deprofessionalizzante, obbligato a rinunciare a ciò che prima faceva con tanta dignità. Potrebbe farsi uno studio di fattibilità?. Quindi nessuna meraviglia per tanta estrema proposta e gli Amministratori sappiano almeno cogliere alcuni emergenti segnali. Dal privato elbano, fortunatamente, nascono iniziative come la “Rivoluzione in 3 anni” e non ultima per importanza la “Fondazione Elba Onlus”. Questi sono esiti importanti e lodevoli progetti. Forse l’Elba prova a prendere possesso delle proprie capacità iniziando a contare su se stessa. E’ azzardato considerare queste iniziative come attestati del fallimento della ultradecennale Politica Elbana? Lascio ai posteri l’ardua sentenza.