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Riapertura del tribunale, arrivano spiragli dal governo

Il sottosegretario Berretta: “Possibili alcuni correttivi per le isole alla riforma della geografia giudiziaria. Di Tursi: “Siamo ottimisti”. Intanto sono circa 2500 le firme raccolte, 200 le schede elettorali consegnate dagli elbani

Riapertura del tribunale, arrivano spiragli dal governo

Non si ferma la battaglia a difesa del tribunale elbano. A quasi due mesi dalla chiusura della sede distaccata di Portoferraio con il relativo trasferimento di tutte le pratiche giudiziarie a Livorno il caso dell’Elba continua a far parlare di sé, anche a livello nazionale. Oggi infatti l’edizione online di Repubblica riportava la critica del presidente dell’associazione nazionale avvocati italiani Maurizio De Tilla al provvedimento del governo. “Il tribunale di Portoferraio è tra le situazioni insostenibili che vanno rimosse anche perché in molti casi comportano nuove spese e non risparmi. È elevato il costo in termini di tempo e denaro per gli spostamenti dei cittadini. E per le isole la situazione d’inverno si complica ulteriormente perché spesso i traghetti non partono nemmeno.” Anche il sottosegretario alla giustizia Giuseppe Berretta nei giorni scorsi a Taormina ha parlato di correttivi utili alla riforma della geografia giudiziaria, e di monitoraggio delle criticità soprattutto per il mantenimento del servizio nei tribunali delle isole. “Siamo abbastanza ottimisti -ha detto il presidente dell’associazione forense elbana – perché salvo eventuali capovolgimenti ministeriali per la vicenda che in questi giorni sta interessando il ministro Cancellieri, sembra ci sia sensibilità verso la delicata situazione d’insularità. Intanto le firme raccolte a favore del mantenimento del tribunale di Portoferraio sono quasi 2500 e circa 200 sono le schede elettorali che i cittadini hanno riconsegnato in segno di protesta. “Numeri che presto invieremo agli enti e alle istituzioni competenti – conclude Di Tursi – per segnalare il disagio e il disappunto degli elbani.”