Quantcast
LA REDAZIONE
Scrivici
PUBBLICITÀ
Richiedi contatto

Per salvare i castagni arriva il nemico dei parassiti

Sarà introdotto anche all'Elba il Turymus Sinensis, l'antagonista del cinipide che ha colpito gli alberi del Marcianese. Ad aprile il lancio in tre zone dell'isola. Il sindaco: "Potrebbero servire anche meno di otto anni"

Per salvare i castagni arriva il nemico dei parassiti

Il Turimus Synensis sarà lanciato sui boschi di castagno di Marciana. E’ l’impegno preso durante il convegno organizzato alla Collegiata di san Sebastiano nel corso del quale il sindaco Anna Bulgaresi ha chiesto una soluzione al problema del cinipide, il parasita che da due anni sta infestando le piante.

Ad aprile – ha spiegato Bulgaresi ai microfoni di TeleElba – ci sarà il lancio in tre zone dell’Elba di questo antagonista. Già questa non è cosa da poco: entrare in un progetto del genere, regionale, vuol dire affrontare il problema con una certa tranquillità. Perché ci sono monitoraggi, controlli assidui, saremo testati rispetto alle risposte che questo sistema ha dato in tutte le zone in cui è stato utilizzato. Per di più sembra che per la minor estensione dei castagni all’Elba e per la possibilità anche climatica che si sistemi al meglio all’Elba rispetto ad altre situazioni, possiamo sperare che i tempi diminuiscano e invece di 8 anni si riducano a 3-4 anni”. Questa però non sarà una soluzione definitiva. “Dal cinipide – ha aggiunto – non se ne esce più, ma entrare in un perogetto del genere ci fa sperare anche per il dopo”

Anche il Parco ha acconsentito alla fine al lancio dell’antagonista, ma i dubbi sono ancora molti: “Il nostro problema – ha spiegato il direttore Franca Zanichelli – è la precauzione in un problema che è l’introduzione si specie nuove, soprattutto esotiche, in un territorio come il nostro. Non sappiamo, per esempio, se ci sono effetti sul leccio. È chiaro che dove è stato sperimentato sembra che questo sistema funzioni. Noi auspichiamo che funzioni, ma non si può prescindere da un ragionamento importante che è fare cure selviculturali. Sappiamo bene che se il bosco viene mantenuto fresco e ringiovanito e curato, le piante meno deperienti sono meno attaccabili dal parassita”.

Ora si tratta di fare squadra sia per eliminare il parassita ma anche per pulire i boschi e garantire una migliore qualità di vita alle piante, fino ad ora abbandonate, come ha notato anche il Corpo forestale. “All’inizio del 2012 – ha ricordato Giovanni Venditti, comandante della stazione della Forestale di Marciana Marina – è stata segnalata questa situazione ed è trovato questo focolaio, forte, che ha colpito tutti i castagneti. Io penso che una condizione per questo ulteriore sviluppo sia dovuto anche al fatto che all’Elba i castagneti sono abbandonati”. In alcuni siti è stata riscontrata l’acclimatazione dell’antagonista e ciò vuol dire che il sistema di lotta biologica messo in piedi sta funzionando. Non è questa, comunque, l’unica cura.