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"Quelle ferite non si cancellano, giusta però la riconciliazione" - Tirreno Elba News
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“Quelle ferite non si cancellano, giusta però la riconciliazione”

Ecco la posizione dell'Amministrazione comunale sulle polemiche che hanno investito le iniziative dedicate all'operazione Brassard

"Quelle ferite non si cancellano, giusta però la riconciliazione"

Ecco come l’Amministrazione comunale risponde alle critiche che sono arrivate, anche dalla maggioranza, a proposito delle iniziative dedicate all’operazione Brassard:

“La storia è innegabile e non si cambia! Quanto accaduto a Marina di Campo con lo sbarco degli “Alleati” (compreso i soldati Senegalesi) il 17 giugno 1944, è una pagina cruda del nostro passato. È assolutamente vero che molti soldati distrussero, uccisero, depredarono e violentarono sul nostro territorio con atti estremi ed i nostri cittadini subirono tutto questo. La Storia non si cancella e non si deve dimenticare, ma la storia insegna. Insegna che i popoli hanno origini e culture diverse, che la guerra combattuta è stata forse la pagina più tragica del nostro e di altri paesi del mondo. Che ha visto amici combattere contro amici, amici diventare improvvisamente nemici e portare crudeltà tragedie e sofferenze per tutti. Oggi accadono atti estremi anche altrove e la comunità internazionale si interroga su quanto fatto e quanto ancora resta da fare. Il nostro Paese è cresciuto in questi settanta anni superando almeno in parte le ferite più profonde. Abbiamo tracciato un percorso di cambiamento con l’Europa e altre comunità del mondo. Oggi gli equilibri internazionali sono diversi dal passato e aspirano a fondarsi anche in luoghi lontani sul principio della pace. Siamo anche una grande comunità fondata su principi cristiani del rispetto, della tolleranza e della pace.

Con questo spirito, pur consapevoli che è difficile cancellare ferite ancora aperte del vissuto della nostra comunità, abbiamo deciso di accogliere la richiesta della comunità del Senegal in Italia, di tentare un percorso condiviso di riconciliazione come in altri luoghi e nazioni, vicine o lontane, altri hanno fatto. Lo facciamo con il 2 Novembre, momento di raccoglimento e di riflessione che ci accomuna, perché tutti, con o senza la Guerra, abbiamo perso i nostri cari. Gli uomini e le donne del Senegal di oggi, consapevoli di quanto accaduto, hanno scritto: “Vogliamo superare i problemi del passato, e siamo addolorati della violenza accaduta in quei momenti tragici, speriamo fortemente però nella riconciliazione”.