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Alla scoperta di antiche ricette tradizionali in carcere

Un progetto di Slow food, forte San Giacomo e cooperativa Beniamino

Alla scoperta di antiche ricette tradizionali in carcere

 stato presentato ufficialmente ad alcuni detenuti e allo staff degli educatori della casa di reclusione di porto azzurro il progetto “Taste of Freedom” che prenderà operativamente avvio dai primi del mese di novembre. Il progetto Ta.Free. che ha come capofila la condotta Monteregio Slow Food di Massa Marittima e il carcere dello stesso paese, ha come promotore elbano la cooperativa sociale Beniamino onlus di Portoferraio che collaborerà con la realtà della casa di reclusione di Porto Azzurro il cui staff educativo ha subito accolto con molto entusiasmo la proposta. Ulteriore partner del progetto sarà la condotta di slow food dell’isola d’Elba che con il suo storico rappresentante Carlo Eugeni sosterrà il progetto con numerose collaborazioni.
Il progetto Ta.Free. Si colloca sull’asse della formazione permanente agli adulti finanziata dal fondo sociale europeo ed ha ottenuto per il suo svolgimento un finanziamento grazie al quale saranno possibili scambi culturali e formativi tra 6 paesi europei, partner del progetto che per due anni lavoreranno, ciascuno nella propria realtà carceraria, ad un progetto comune, prevedendo momenti di scambio, confronto e condivisione.
Ta.free muove dall’analisi dell’importanza che riveste in tutta Europa la cultura del buon cibo e del mangiare bene; questo valore caratterizza ciascun paese nelle proprie peculiarità tracciando allo stesso tempo una linea comune che identifica una cittadinanza europea e offre lo spunto e l’occasione per educare alla sana alimentazione.
I detenuti che lavoreranno al progetto saranno coinvolti nella raccolta di antiche ricette tradizionali raccontate da testimoni privilegiati; le ricette raccolte verranno poi rielaborate creativamente all’interno del carcere grazie anche al coinvolgimento di alcuni tra i più noti chef della nostra isola.
Verrà creato un blog sul quale i detenuti potranno “comunicare” con gli altri detenuti dei diversi paesi partner, lasciando messaggi e testimonianze dell’esperienza vissuta durante il progetto.
Al termine del lavoro, che durerà due anni, verrà pubblicato un ricettario con alcune delle pietanze creativamente rielaborate, raccontate e illustrate dai detenuti.
La cooperativa Beniamino che ha presentato questa mattina il progetto, vuole ringraziare di cuore la condotta slow food dell’isola d’Elba e gli educatori della casa di reclusione di porto azzurro, in particolare la responsabile dr.ssa Giuseppina Canu, per la disponibilità e l’entusiasmo con i quali hanno accolto la proposta di collaborazione. Ci auguriamo che questo lavoro possa rappresentare un’occasione proficua di crescita per tutti i professionisti coinvolti e di formazione e sostegno ai detenuti coinvolti.

Il vice presidente della cooperativa Beniamino Veronica Cornaggia