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Una conferenza dei sindaci certifica che il patto è disatteso

di Francesco Semeraro (Elba salute)

Una conferenza dei sindaci certifica che il patto è disatteso

Mercoledì si è svolta a Portoferraio, la Conferenza dei Sindaci sulla sanità richiesta dal suo presidente sindaco Peria il quale non ha potuto prendervi parte perché a Roma per il Tribunale. Scorrendo l’ordine del giorno, si è subito costatato che tale assenza, per non aver concertato in precedenza le date che cadevano nello stesso giorno, avrebbe inciso su alcune decisioni di vitale importanza che potevano rilevarsi sfavorevoli per il nostro sistema sanitario. COSI’ E’ STATO. Il primo punto preso in esame è stato l’annuncio di un nuovo servizio sociale sperimentale dal nome “Bottega della Salute” della quale abbiamo già scritto molte volte, il secondo trattava un’accurata verifica dell’accordo sullo stato della nostra sanità siglato nel novembre 2012. Erano presenti oltre al vicesindaco Cosetta Pellegrini che ha fatto gli onori di casa, il sindaco Anna Bulgaresi, noi dei comitati pro-sanità, due vice sindaci, i vertici Asl 6 al completo e alti dirigenti della regione Toscana.

Eravamo fiduciosi di conoscere le motivazioni per le quali da cinque mesi non si davano consistenza e continuità a quegli strumenti necessari all’adempimento dell’accordo sulla rigenerazione del nostro sistema sanitario. Subito ci siamo resi conto che quest’affollata riunione, priva di molti sindaci, aveva lo scopo di decretare l’impossibilità di portare avanti il cronoprogramma quale frutto, dopo una vibrante protesta popolare che ha visto 7mila persone scendere in piazza, dell’accordo sanitario che poteva ridarci una degna e funzionale sanità. I motivi prodotti dall’Azienda sanitaria sono stati, a nostro parere, non tali da giustificare la sospensione di un processo di riorganizzazione a completamento su quanto in precedenza tolto.

. Teleconsulto pediatrico; tutto da riorganizzare.
. Casa della Salute; mancano finanziamenti e sedi.
. Pronto soccorso; ristrutturazione sede e locali soppressa per mancanza di fondi, quindi si deve restare in spazi angusti e indecorosi, senza sedie e senza zona di breve osservazioni.
. Camera calda; neanche presa in considerazione benché abbiano fatto costruire quattro piloni che hanno compromesso anche la stabilità della struttura dell’ascensore esterno e a tutt’oggi non ancora utilizzabile.
. Guardia Medica a Portoferraio; soppressa definitivamente con gravi ripercussioni sul Pronto Soccorso.
. Monitoraggio telematico per dimissioni protette; monitoraggio telemetico che non sarà attivato per quei pazienti Elbani che ne avrebbero necessitato.
. Chirurgia; resterà ai minimi termini con garanzia di una guardia chirurgica h24.
. Ortopedia; per ora il servizio resterà affidato all’unico ortopedico elbano, poi forse, dovrebbe arrivare a fine ottobre un secondo specialista. (concordati 4 ortopedici perché ritenuti dalle parti assolutamente necessari)
. Attività ambulatoriali; sono mantenute invariate quindi sia per la cardiologia, sia per accertamenti ecografici e radiologici, dobbiamo abituarci a liste di attesa che possono raggiungere gli anche gli 8 mesi.
. Telerefertazione Radiologica; pronta ma non parte, nel frattempo la nostra radiologia è in gravissima difficoltà.
. Foresteria, accoglienza Elbani in continente; non sarà possibile attivare questo servizio per mancanza di fondi. PER GLI ELBANI, E’ VITALE AVERE UN POSTO DOVE PERNOTTARE QUANDO SI HA UN PARENTE RICOVERATO IN CONTINENTE. ANCORA PIU’ IMPORTANTE PER QUELLE PERSONE CON GRANDI DIFFICOLTA’ ECONOMICHE.
. Piano Sanitario integrato capitolo ELBA; in questa riunione non è stato neanche preso in considerazione. 

. Sicurezza nelle manifestazioni sportive; l’Asl ha offerto i propri specialisti semprechè siano pagati da chi organizza la manifestazione. (Per loro questa è l’offerta del turismo sanitario ovviamente privato e non pubblico)

Questo è quanto. Tutta la popolazione ha lottato, sofferto convinti nella serietà di quell’accordo e di chi lo ha firmato, c’è voluta una taks force Regionale-Livornese per riportarci, senza mezzi termini, a non considerarci esseri umani e cittadini italiani. Dopo questi depennamenti, un politico nostrale ha detto: “Perché aggiungete servizi – riferendosi alle botteghe della salute – a completamento di una sanità che non funziona?”.