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Le cose da fare? Sono evidenti come i ritardi accumulati

di Paolo Boggi

Le cose da fare? Sono evidenti come i ritardi accumulati

Quasi in contemporanea leggevo di un’assemblea all’hotel Airone e una all’aeroporto di Marina di Campo. Entrambe avevano per tema il futuro e i programmi per l’Isola d’Elba. Potremmo gridare evviva, meglio tardi che mai, ma ciò che sorprende è il tentativo di individuare le cose da fare, quasi come se non fossero evidenti anzi macroscopicamente visibili a chicchessia che arrivi anche da un piccolo villaggio del mondo. Discutere di aeroporti in un mondo nel quale aumentano le prenotazioni per viaggi su Marte e vari pianeti, bisogna solo impiegare qualche mese per contabilizzare le montagne di euro che si sono persi per i ritardi sul trasporto aereo per la terza isola del Mediterraneo. Per quanto riguarda i programmi da individuare all’Airone per il futuro dell’isola, consiglio di aprire i lavori con un grande cartello, con la scritta “ritardi”. Di chi la colpa? Ritardi in qualsiasi settore, dalla tazzina di caffè alla moquette agli sbarchi, dal sorriso dell’autoctono all’inchino dell’operatore, dagli odori malsani alla lavanda per le strade e alle hostess, con le primizie, e mi fermo qui, aggiungendo che non ci si può improvvisare in fatto di turismo, e a partire dalle lingue bisogna conoscere cosa c’è nel mondo e cosa arriva. Auguri per l’Elba del 2040.