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Sgarallino, ricordata la tragedia

Nel mezzo della seconda Guerra mondiale, la giornata fu colma di dolore e disperazione. Furono coinvolte più di 300 persone a bordo, si salvarono solo in quattro

Sgarallino, ricordata la tragedia

Sabato pomeriggio all’Elba è stato commemorato con anticipo di un giorno l’affondamento dell’Andrea Sgarallino, della Navigazione Toscana, con le vittime. Il piroscafo il 22 settembre 1943 navigava, con equipaggio e passeggeri civili e militari, da Piombino a Portoferraio. Era comandato dal Stv Carmelo Ghersi e aveva molti marinai elbani. Venne silurato da un sommergibile inglese, presso la costa dell’Elba, nella rada di Nisporto. Anche se si era nel mezzo della II Guerra Mondiale la giornata, drammatica e inaspettata, fu colma di dolore e disperazione. Furono coinvolte più di 300 persone a bordo, per la maggior parte elbani. Si salvarono solo quattro persone tra cui Stefano Campodonico, fuochista di bordo, dell’isola del Giglio. Il relitto si trova oggi, spezzato in due, sui fondali, a circa 66 metri di profondità, nel punto Latitudine 42° 49’ 57 – Long. 10° 21’ 35’’.

Tutta l’Elba fu in lutto per la perdita di familiari, parenti e amici. Molti, soprattutto campesi, ricordano ancora Giovan Battista Baldetti, Giuseppe Cetica, Salvatore Locci, Vittorio Battaglini, Michele Ricci, Gina Nelli, Angelo Baldetti, Egisto Nelli. La commemorazione si è svolta alla presenza di Autorità civili e militari dell’Elba, di parenti e amici dei caduti, di Componenti d’Associazione d’Arma e di molti cittadini dell’Elba e da altri provenienti dal Continente, con la sentita partecipazione del Vescovo diocesano monsignor Carlo Ciattini. Coordinata da un Comitato diretto da don Giorgio Mattera con la stretta collaborazione di don Gianni Mariani, ha avuto due momenti diversi e distinti, uno a terra e uno in mare, con un profondo e emozionante coinvolgimento.

Il pomeriggio, è iniziato con la visita alla Cappella memoriale delle vittime del mare, presso la Chiesa di San Giuseppe in Portoferraio, che ha affascinato i presenti raccolti in religioso silenzio. La cerimonia commemorativa è iniziata alle 15.30 da Roberto Peria, sindaco di Portoferraio, con una prolusione interessante per i vari aspetti storici e umani. La Messa solenne concelebrata dal vescovo e accompagnata dal Coro parrocchiale di San Giuseppe assieme al Coro della Schola Cantorum di Marina di Campo, è stata seguita con momenti di forte emozione. La sua omelia ha colpito l’animo di tutti. Di particolare valore sono stati i riferimenti ai Papi Giovanni XXIII e Francesco. Poi ha parlato del mondo moderno con la società malata, profondamente in crisi di valori e carente di etica e morale. Ha invitato i fedeli a vivere coscientemente, con pienezza, i valori cristiani, soprattutto secondo giustizia, carità, verità, eguaglianza, perseguendo libertà e pace. E’ seguita la splendida melodia della brava cantante Maria Salvini, pronipote di Stefano Campodonico, ammirata da tutti i presenti, che ha sublimato le sensazioni del momento. Al termine della Santa Messa ha parlato don Giorgio con parole semplici e toccanti, per poi invitare tutti a presentarsi sulla nave Bastia della Moby e continuare la celebrazione sul punto dell’affondamento.
La nave, gentilmente concessa per l’occasione dalla Compagnia di Navigazione, è partita in orario accompagnata da motovedette militari, per arrivare a destinazione alle 18.30. Giunti sul punto nave esatto, dopo il suono del silenzio, il Vescovo ha benedetto la Corona d’Alloro assieme alla targa ricordo. Seguita con particolare attenzione la Corona è stata calata in mare da due marinai. Momenti di commozione e qualche lacrima negli occhi. Nello stesso momento i cori, circondati da tutti i passeggeri, hanno intonato un inno adatto alla commemorazione. Salutando con la sirena la nave è ripartita per il porto di Portoferraio arrivando alle 19.15. Più tardi, alle 21.30, nel Salone “De Laugier”, è avvenuta la proiezione del documentario “Il destino dell’Andrea Sgarallino. L’organizzazione dell’evento predisposta da don Giorgio, con l’efficiente assistenza del Comitato e con il valido impegno dell’assessorato alla Cultura del Comune di Portoferraio, è stata molto accurata. A loro va il vivo ringraziamento di tutti.