Quantcast
LA REDAZIONE
Scrivici
PUBBLICITÀ
Richiedi contatto

La studentessa lasciata “a piedi”, il padre: “Mancato buon senso”

La replica finale della famiglia alla risposta di Atl, che aveva rivendicato la linea dura: "Sarebbe bastato recarsi in ufficio e verificare le dichiarazioni della ragazza per consentirle di usare il bus delle 13"

La studentessa lasciata "a piedi", il padre: "Mancato buon senso"

“Sarebbe bastato recarsi in ufficio e verificare le dichiarazioni della ragazza per consentirle di usare il bus delle 13. Certo, una volta pagato non è più vostro interesse fornire un minimo di assistenza ai passeggeri, in questo caso minorenni”. Così risponde all’Atl, l’azienda del trasporto pubblico locale, il padre della ragazza che è stata lasciata a piedi, l’altro giorno, per aver dimenticato a casa l’abbonamento, regolarmente sottoscritto, per la tratta Portoferraio-Porto Azzurro. “Lei – scrive il padre della studentessa rivolgendosi al dirigente di Atl che ha firmato la risposta alla sua lettera di reclamo – sostiene che avrei dovuto portare l’abbonamento non ha pensato che forse ero impossibilitato?”. “Le sembra giusto – chiede – impedire di tornare a casa ad un minore nonostante abbia fornito tutti i dati richiesti compreso il mio numero di cellulare? Le regole dovrebbero avere un minimo di buon senso considerato che vi dovrebbe essere una distinzione tra abbonamento e biglietto singolo”. “Comunque – conclude il papà, comprensibilmente arrabbiato – darò ampia diffusione della sua risposta per consentire ad altri di non incorrere in questi inconvenienti”. E questo lo ha già fatto.