Quantcast
LA REDAZIONE
Scrivici
PUBBLICITÀ
Richiedi contatto

Non possono toglierci tutto: facciamo sentire il nostro “no”

di Francesco Semeraro

Non possono toglierci tutto: facciamo sentire il nostro "no"

No! Non possiamo essere privarti anche del tribunale, il Governo deve riconoscere la nostra insularità – così scrivevo il 19 maggio 2012 – venerdì 13 settembre prossimo l’Elba si risveglierà senza il tribunale. Per ogni piccola controversia o per una testomonianza, dovremo recarci svariate volte a Livorno sprecando tempo e molti denari sia per la trasferta, sia per le meggiorazioni legali. Sull’Isola non avremo più l’Ufficiale giudiziario, quindi per notificarci un provvedimento, non partirà più da via Guerrazzi, ma da Livorno con una spesa immediata a nostro carico di 50 euro. Se due anziani, uno dei quali invalido, volessero delegare il proprio compagno/a al ritiro della pensione, deve recarsi, benchè invalido a Livorno per l’approvazione da parte del Giudice, sopportando gli enormi disagi fisici per la disabilità e le innumerevoli spese che il viaggio comporta.

In questi ultimi anni abbiamo assistito al quasi totale smantellamento dell’ospedale e dei servizi del territorio delegando la salute degli elbani all’elicottero, al monopolio del trasporto navale, al degrado vergognoso del trasporto pubblico su ruote, le strade ridotte a mulattiere prive di manutenzione, le Grotte romane ridotte a un ammasso di erbacce, le spiagge quasi tutte privatizzate da assurde concessioni e sporche all’inverosimile.

La sanità e il tribunale sono servizi paralleli e decisivi per la vita della nostra Isola, prima di decidere tagli, trasferimenti e accorpamenti, bisogna rendersi conto delle difficoltà che incontrano quotidianamente le popolazioni insulari.

Basta! Dobbiamo scendere in piazza a fianco degli avvocati, facciamo sentire la nostra disapprovazione. Devono sentire la nostra voce di protesta e devono esaminare il nostro risentimento che non si limiterà alla sola indignazione di com’è trattato il popolo Elbano.

Scrolliamoci di dosso quella politica che ci vede come “Una riserva Indiana” urliamo ai sindaci di restituire la fasce tricolori se non ci restituiranno il tribunale e una sanità degna di gente civile, iniziamo una lotta dura ad oltranza e come dice la signora Cecilia “Parliamone tra noi, chiediamo aiuto, magari, anche alle associazioni, ma non stiamo in casa a criticare, chiusi nel nostro borbottio sommesso, rancoroso, ma inefficace”.