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Tribunali, il ministro non cede: "Nessun passo indietro" - Tirreno Elba News
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Tribunali, il ministro non cede: “Nessun passo indietro”

In un'intervista al Corriere, Annamaria Cancellieri esclude che possa essere toccato l'impianto della riforma che cancella la metà delle sedi giudiziarie: "E' il bene del Paese e non possiamo perdere la faccia". Proroga di due anni solo per alcuni uffici grandi. Per la battaglia dell'Elba sembra tutto in salita

Tribunali, il ministro non cede: "Nessun passo indietro"

Basta deroghe, rinvii e incertezze. Sulla chiusura dei tribunali “nessun passo indietro”. Non è mai stati così netto il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri, nell’affermare la sua intenzione di portare avanti il progetto di razionalizzazione degli uffici giudiziari italiani. Il progetto, che prevede l’eliminazione delle sedi giudiziari minori e distaccate, è stato varato dal precedente governo, di cui la Cancellieri faceva parte come ministro degli Interni: prevede la soppressione di 947 uffici, praticamente uno su due, tra questi 30 tribunali, 30 procure, 220 sezioni distaccate e 667 sedi di giudice di pace, col trasferimento di 7.300 dipendenti e di 2.700 magistrati. Da allora si sono moltiplicate le proteste e le richieste di deroghe e cambiamenti: i sindaci, i deputati espressione dei vari territori, i magistrati e gli avvocati, tanti si sono spesi per salvare questa o quella sede giudiziaria, con iniziative insistite e anche clamorose, tanto che qualcuno ha messo in dubbio la reale intenzione (o possibilità) del governo di portare a compimento la riforma, che prevede un risparmio da 80 milioni. È successo anche per l’Elba, i cui uffici distaccati del tribunale di Livorno dovrebbero essere cancellate a giorni. Il piano ha suscitato la reazione dell’associazione forense, che ha avviato una mobilitazione per salvare il tribunale, coinvolgendo le categorie economiche, tutte schierate per la difesa della sede giudiziaria distaccata. Anche politici di primo piano si sono interessati, preannunciando colloqui con gli esponenti del governo. Ma le parole del ministro, ieri in un’intervista rilasciata a Fiorenza Sarzanini del Corriere della Sera, sembrano escludere con nettezza troppe deroghe o eccezioni: “Indietro non si torna” dice Cancellieri, “mi sono resa conto che non avremmo potuto soddisfare le richieste di tutti” ammette parlando di un certo numero di eccezioni che non toccano “l’impianto e la sostanza della riforma”. Eccole: vivranno per altri 24 mesi le sedi che si trovano in centri da 180mila abitanti e hanno un carico di lavoro che supera i 7mila fascicoli l’anno. “La riforma è indispensabile e noi ci siamo impegnati di fronte all’Europa e non possiamo perdere la faccia”. “Cercheremo di farci carico delle situazioni più gravi, però dobbiamo pensare al bene dominante che è quello del paese”.