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Passato un mese dal caso Ghiaie, depuratore latitante

di Alberto Nannoni

Passato un mese dal caso Ghiaie, depuratore latitante

E’ passato un mese dal grave episodio della chiusura temporanea della spiaggia delle Ghiaie per inquinamento. Il sindaco Peria ha fatto roboanti dichiarazioni pubbliche per ricercarne i “responsabili” ed eliminare la causa del disastro, ma noi non abbiamo saputo più nulla. Sembra proprio che la Biscotteria annaspi nel buio fitto, preferendo perciò il silenzio nella speranza che col tempo l’increscioso episodio cada nel dimenticatoio. Ad oggi non è stato adottato alcun provvedimento o decisione operativa in merito.

Ben ha fatto Marini ed il suo gruppo Gente Comune a farne oggetto di un’interpellanza formale in Consiglio. Non è né può essere un evento da mettere nel cassetto di fondo poichè niente impedisce il suo ripetersi futuro con ulteriori e più pesanti danni all’immagine di Portoferraio e dell’Elba tutta.
Su questo brutto evento, come su altri fatti grandi o piccoli, il sindaco e la sua maggioranza sono (volontariamente?) latitanti.
Dobbiamo essere chiari con i cittadini: per evitare il ripetersi di episodi simili deve essere data precedenza assoluta all’ultimazione del depuratore dello Schiopparello (sperando che sia stato ben progettato da ASA visto che il costo è di svariati milioni di euro a carico dei cittadini). E’ d’altronde l’unica carta che Portoferraio ha in mano. Risulta che ASA abbia previsto la consegna in operatività dell’impianto nel 2014, data che la giunta ha recepito acriticamente, ma a giudizio di molti tale data non è credibile.
Giusto perciò che le minoranze consiliari tengano ben stretta la questione al collo della maggioranza di governo. Anche se il rinnovo dell’Amministrazione cittadina è alle porte questi gravi problemi travalicano i mandati, non possono né attendere né essere assoggettati ai tempi biblici della politica.
La domanda è: quando sarà in marcia operativa efficiente il nuovo depuratore?
E’ bene evidenziare che ci sono professionisti disponibili ad effettuare verifiche della situazione in atto al fine di dare un giudizio indipendente ed esterno sull’attendibilità della data di consegna prevista da ASA, ed il tutto – a scanso dei facili pretesti a disposizione (non abbiamo personale a sufficienza, la “spending review” ci ha tagliato i fondi disponibili per consulenze esterne, ASA ha problemi di bilancio, ecc…) – senza onere per l’Amministrazione.
Portoferraio non può più attendere un impianto che fa ormai parte della dotazioni elementari di base di ogni comunità civile, anche la più piccola e sperduta. Si fa vanto di essere parte del Parco, della zona di Tutela Biologica, del Santuario dei Cetacei….e si tace sul depuratore.
La società civile può porre le proprie professionalità a disposizione della comunità con spirito di servizio, se l’Amministrazione fosse in grado di accettare la trasparenza delle opinioni indipendenti..

Alberto Nannoni