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Il Quirinale accoglie il ricorso contro le boe di Capoliveri

Il presidente della Repubblica dice sì all'impugnazione straordinaria della delibera comunale istitutiva del campo dalla Secca di Fonza a Capo Calvo

Il Quirinale accoglie il ricorso contro le boe di Capoliveri

La presidenza della Repubblica ha accolto il ricorso presentato dalla ditta Acquanauta di Piombino contro la delibera della giunta comunale di Capoliveri (del 2011) che avviava il progetto “boe intelligenti”, la linea di boe che avrebbe dovuto svilupparsi dalla Secca di Fonza fino a Capo Calvo. Ne dà notizia la rivista specializzata “Apnea Magazine”, spiegando che è stato il ricorso è stato accolto  perché la delibera avrebbe dovuto essrere di Consiglio e non di giunta, perché avrebbe introdotto una discriminazione fra residenti e non, e perché le tariffe sarebbero state concertate con un consorzio – soggetto interessato

Il progetto prevedeva la realizzazione di apposite aree a pagamento. Per i sub residenti erano previsti esborsi di circa 300 euro all’anno. Per i diving consorziati nel Ced tariffe dimezzate rispetto agli altri isolani. Ma le quote sarebbero potute arrivare fino a circa 120 euro al giorno, per i diving ed i privati provenienti dal continente.

I pescatori in apnea – commenta il giornale – sono abituati ad essere discriminati, con le AMP ci siamo fatti le ossa ma la vicenda della Linea di Boe ha messo a dura prova il senso di giustizia di molti, andando a intaccare pesantemente gli interessi dei diving con sede al di fuori dell’Isola d’Elba e, più in generale, quelli di tutti i sub non residenti”. I pescatori in apnea, si sarebbero opposti non tanto dell’idea “del Mare come oggetto di diritti di sfruttamento semi-esclusivi in capo a chi vive sulle sue sponde”, ma piuttosto alla “ipocrisia delle motivazioni sbandierate dai protagonisti di questo progetto, ossia la tutela della sicurezza dei subacquei e quella dell’ambiente”.

“Un’operazione – continua l’articolo su Apnea Magazine – andava in realtà a surrogare l’effetto Amp che lo stesso sindaco di Capoliveri Barbetti aveva tentato di produrre promuovendo l’istituzione di un’area marina quando vestiva i panni del commissario straordinario del Parco dell’Arcipelago Toscano”. “L’idea dell’Amp serviva a bypassare il parere negativo con cui gli enti locali avevano cassato la tutela a mare dell’Isola d’Elba in sede di approvazione del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, e a nostro giudizio – conclude l’articolo su “Apnea Magazine” il fine ultimo era la tutela non del mare, ma degli affari degli isolani, inclusi quelli dei diving”.