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La berta maggiore nella trasmissione "L'arca di Noè" - Tirreno Elba News
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La berta maggiore nella trasmissione “L’arca di Noè”

Il programma naturalistico di Canale 5 ha dedicato l'apertura della sua ultima puntata all'Isola di Pianosa e al monitoraggio fatto dal Parco e da Elbatech

La berta maggiore nella trasmissione "L'arca di Noè"

Nella puntata del primo settembre della trasmissione “L’Arca di Noè”, in onda su Canale 5   si è parlato di Arcipelago Toscano e in particolare delll’Isola di Pianosa, questa volta in merito alla nidificazione della berta maggiore (Calonectrix diomedea), un volatile marino che si posa a terra unicamente nelle fasi di deposizione e cova delle uova. La puntata ha messo in luce un progetto ambizioso del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano che è ormai in corso da un paio d’anni: il monitoraggio di specie volatili di interesse. Negli ultimi due anni il progetto ha riguardato il monitoraggio del gabbiano corso e della berta maggiore sull’Isola di Pianosa. La ditta incaricata dei lavori è la ElbaTech di Marciana, che ha progettato e realizzato un complesso sistema di trasmissione video in diretta su Internet dei nidi sotto osservazione e protezione. Il sistema, completamente digitale, è basato su quattro telecamere posizionate nella remota zona a picco sul mare scelta dagli uccelli come usuale luogo di riproduzione. I segnali video sono convogliati e trasmessi ad un server ubicato nel paese di Pianosa e da lì rese disponibili su Internet. Particolare non trascurabile è che il sistema è ubicato in una zona impervia priva di elettricità, per cui è stato necessario predisporre un adeguato sistema di alimentazione a pannelli solari in grado di supportare il consumo di energia dell’impianto, operante giorno e notte. ElbaTech, con il supporto dell’Azienda amica Freenet srl, rende disponibili le immagini sul sito internet www.ambientepianosa.it, dove è pure possibile osservare i fondali pianosini ripresi da una telecamera subacquea. Il progetto ha permesso agli esperti del PNAT di studiare e monitorare sia la cova del Gabbiano Corso, che quella della Berta Maggiore, individuando con precisione i predatori dei rispettivi nidi responsabili del finora basso successo riproduttivo. Il PNAT è stato così messo in grado di predisporre eventuali misure di protezione delle due specie. A commento del progetto, spicca il fatto che quando a cooperare sono enti e aziende del territorio, i progetti spesso funzionano e portano ai risultati attesi, in quanto la prossimità degli interlocutori permette una fruttuosa collaborazione e l’immediata soluzione degli inevitabili problemi tecnici che si incontrano durante il percorso.
si è parlato di Arcipelago Toscano e in particolare delll’Isola di Pianosa, questa volta in merito alla nidificazione della berta maggiore (Calonectrix diomedea), un volatile marino che si posa a terra unicamente nelle fasi di deposizione e cova delle uova. La puntata ha messo in luce un progetto ambizioso del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano che è ormai in corso da un paio d’anni: il monitoraggio di specie volatili di interesse. Negli ultimi due anni il progetto ha riguardato il monitoraggio del gabbiano corso e della berta maggiore sull’Isola di Pianosa. La ditta incaricata dei lavori è la ElbaTech di Marciana, che ha progettato e realizzato un complesso sistema di trasmissione video in diretta su Internet dei nidi sotto osservazione e protezione. Il sistema, completamente digitale, è basato su quattro telecamere posizionate nella remota zona a picco sul mare scelta dagli uccelli come usuale luogo di riproduzione. I segnali video sono convogliati e trasmessi ad un server ubicato nel paese di Pianosa e da lì rese disponibili su Internet. Particolare non trascurabile è che il sistema è ubicato in una zona impervia priva di elettricità, per cui è stato necessario predisporre un adeguato sistema di alimentazione a pannelli solari in grado di supportare il consumo di energia dell’impianto, operante giorno e notte. ElbaTech, con il supporto dell’Azienda amica Freenet srl, rende disponibili le immagini sul sito internet www.ambientepianosa.it, dove è pure possibile osservare i fondali pianosini ripresi da una telecamera subacquea. Il progetto ha permesso agli esperti del PNAT di studiare e monitorare sia la cova del Gabbiano Corso, che quella della Berta Maggiore, individuando con precisione i predatori dei rispettivi nidi responsabili del finora basso successo riproduttivo. Il PNAT è stato così messo in grado di predisporre eventuali misure di protezione delle due specie. A commento del progetto, spicca il fatto che quando a cooperare sono enti e aziende del territorio, i progetti spesso funzionano e portano ai risultati attesi, in quanto la prossimità degli interlocutori permette una fruttuosa collaborazione e l’immediata soluzione degli inevitabili problemi tecnici che si incontrano durante il percorso.