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Spreco di soldi per un disservizio: ecco la fine delle bici pubbliche

di Carlo Burchielli, Roberto Marini e Riccardo Nurra (consiglieri del gruppo "Gente comune")

Spreco di soldi per un disservizio: ecco la fine delle bici pubbliche

Quando furono acquistate 20 biciclette per rendere più vicino e fruibile il centro storico di Portoferraio ai visitatori e ai residenti, la spesa sostenuta, 18mila euro, sembrava eccessiva ma – a seguito dell’interpellanza che facemmo ci venne spiegato che era un investimento, un’innovazione e un motivo in più per essere graditi agli ospiti: le chiavi si potevano richiedere e ritirare presso l’Ufficio dei Vigili Urbani. Tutto bene, però… in poco tempo gran parte delle biciclette, prive di manutenzione, divennero inservibili: non era stato raggiunto lo scopo e noi, gruppo di opposizione “Gente Comune”, presentammo un’altra interpellanza per capire come era stato speso il denaro di tutti. Allora l’Amministrazione trovò un’altra soluzione: tolse le rastrelliere che erano in giro per il paese e concentrò le poche bici sopravvissute in piazza della Repubblica, consegnando le chiavi alla cooperativa “Cisse”, che avrebbe dovuto custodirle e fare manutenzione. Almeno… così ci fu detto a seguito di una nostra ulteriore interpellanza. Ma… se oggi qualcuno si reca all’ingresso del parcheggio “Cisse” in piazza della Repubblica, chiedendo le chiavi di una delle bici pubbliche – come abbiamo già fatto noi – gli verrà detto che tutte le bici – le sopravvissute – sono fuori uso e quindi inutilizzabili.

Che dire ancora? Diciamo che è inutile che sia ancora esposto il cartello alle rastrelliere che recita “Bici free”, visto che sono tutte inutilizzabili! Pare quasi una sorta di presa in giro per i potenziali utenti. Eppure in altri paesi dell’isola si trovano biciclette pubbliche e si trovano anche funzionanti Considerato quanto sopra chiediamo al sindaco di ricercare le responsabilità di tale disservizio, provvedendo a porvi rimedio rendendo funzionanti le bici ormai ampiamente pagate o, se ciò non risultasse possibile, al recupero del denaro pubblico “sprecato” per detta operazione. Si chiede che la presente interpellanza sia inserita nell’ordine del giorno del prossimo Consiglio comunale.