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L’Enpa studia azioni legali: “Emergenza animali all’Elba”

"Mancano canile, pronto soccorso veterinario e interventi sul randagismo". Per gli animalisti "situazione fuori controllo". “Chiesto all'ufficio legale di mettere a punto iniziative per costringere i sindaci ad attuare la legge”

L'Enpa studia azioni legali: "Emergenza animali all'Elba"

“Animali che perdono la vita perché non esiste un presidio di assistenza veterinaria. Colonie feline che non vengono sterilizzate andando così ad incrementare il fenomeno abbandoni. Randagi privi di assistenza per la mancanza di una struttura di ricovero”. “La situazione è ormai fuori controllo”. È nerissimo il quadro che l’Enpa traccia a proposito degli animali all’Elba, una vera e propria emergenza, che ruota intorno al mancato canile, “struttura – dicono gli animalisti – per la cui realizzazione la Regione Toscana aveva a suo tempo stanziato una somma di oltre 130mila euro, poi andati in fumo per l’incapacità dei Comuni accordarsi tra loro e di individuare un’area dove edificare il canile”.

L’Enpa ricorda il caso del gattino investito da un automobile a Lacona e sostiene che “non è che la punta dell’iceberg”. Del fatto è stato testimone il presidente dell’Enpa di Milano, che ha sporto denuncia sia contro una veterinaria intervenuta dopo l’incidente, sia contro il sindaco di Capoliveri. Ad inizio agosto, sempre a Capoliveri, è morto un pastore tedesco detenuto in precarie condizioni: “La sezione Enpa dell’Isola d’Elba – ricordano i suoi dirigenti – aveva più volte chiesto alle autorità di mettere in sicurezza l’animale, ma la segnalazione della Protezione Animali è rimasta senza esito. In tale circostanza i servizi veterinari della Asl si sono addirittura opposti al sequestro del cane, sostenendo non corresse alcun pericolo. A maggio era stato il turno di un bassotto di nove anni. Colpito da un attacco cardiaco, l’animale ha perso la vita dopo un’atroce agonia di tre ore, durante le quali i suoi proprietari hanno cercato disperatamente ma senza esito un veterinario che lo visitasse. Come se ciò non bastasse – continua l’Enpa – inizio agosto la Asl ha sospeso le sterilizzazioni. Il motivo? Erano finite le scorte di anestetico! Non stupisce quindi che sul fronte abbandoni si registri un vero stillicidio quotidiano”. “L’emergenza Elba inoltre – sempre per l’Enpa – sta mettendo a dura prova anche la convivenza tra uomini e animali, con aggressioni ai danni dei randagi e di chi li accudisce (a luglio una “gattara” ha subito pesanti minacce) che si stanno facendo sempre più frequenti”. E “rivolgersi alle autorità comunali è come urtare contro un muro di gomma: sono anni che chiediamo un intervento risolutivo ma nessuno sembra avere intenzione di muoversi. Intanto, molte creature innocenti hanno pagato sulla loro pelle il prezzo di tali inadempienze. Questo, per un territorio che pretende di essere un grande centro di aggregazione turistica, è inaccettabile e contrario ai più elementari principi di civiltà”, dichiara l’Enpa che conclude: “A fronte della perdurante inerzia delle istituzioni locali, abbiamo chiesto al nostro ufficio legale di mettere a punto tutte le opportune iniziative per costringere i sindaci a dare finalmente attuazione a quanto previsto dalla legge e riportare così un barlume di civiltà nell’isola”.