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I lavori per il nuovo porto devono preservare San Giovanni

di Luigi Lanera (Elba protagonista)

I lavori per il nuovo porto devono preservare San Giovanni

Si sono compiuti ieri i 50 anni di attività delle Terme di San Giovanni,  che hanno contribuito nel dare un immagine positiva dell’isola oltre ad essere un punto certo, nel tempo, per tutti i loro collaboratori. Ma forse a mio avviso chi ha progettato il nuovo porto del cantiere Esaom potrebbe aver sottovalutato un problema, che – ripeto, secondo la mia idea – porterà alla distruzione del bacino termale. Cercherò di spiegare il perché: la parte iniziale della diga, lato sud, di protezione del nuovo porto, sarà composta da struttura piena, a differenza dela parte terminale che sara’ fatta con palafitte, quindi considerando che sarà fatta alla foce del fosso e sarà automatico immaginare che i sedimenti trasportati dal fosso si depositino lungo la la nuova diga. I venti e il mare di scirocco nel tempo hanno distribuito tali sedimenti verso punta della Rena generando la stessa Punta. Quindi è ovvio che gli sbocchi a mare del bacino delle Terme fra pochi anni saranno completamente interrati. Fermo restando sul concetto che il progetto del nuovo porto possa portare beneficio alla città, consiglierei a chi di dovere un attento esame del problema.