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Con queste risorse per il sostegno i ragazzi disabili resteranno a casa

di Renzo Mazzei (vice presidente della Conferenza zonale sull’Istruzione - capogruppo maggioranza comune di Marciana)

Con queste risorse per il sostegno i ragazzi disabili resteranno a casa

Apprendo con relativa soddisfazione la notizia che la Provincia di Livorno avrebbe stanziato centodiecimila euro per il finanziamento agli alunni disabili che frequentano le scuole superiori. Non vorrei essere tacciato di ingratitudine, ma appare quantomeno sospetto, il fatto che la notizia sia stata divulgata solo dopo i due articoli apparsi sul giornale Il Tirreno, e solo la consapevolezza di non essere un personaggio politico di grandissima importanza, mi fa astenere dall’andare oltre il semplice sospetto che si sia voluti correre ai ripari per evitare “brutte figure”.

Tutto a posto dunque, assolutamente no. La cifra stanziata, infatti e praticamente uguale, se non inferiore a quella messa a bilancio lo scorso anno, cifra che, fatte le opportune assegnazioni su tutti gli istituti superiori della nostra provincia, portava, lo scorso anno, ad ottenere un finanziamento pari ad euro 6.500 per l’ITC Cerboni e euro 4.000 per l’Isis Foresi, il che, come più volte detto e scritto, si traduceva in interventi di circa un’ora a settimana per alunno.

Allo stato attuale delle cose, così come accaduto lo scorso anno, gli studenti disabili si vedranno assegnate 9 ore di insegnate di sostegno e un ora di educatore per un totale di 10 ore settimanali sulle 27 previste dall’orario scolastico. Cosa faranno questi ragazzi nel tempo restante? Verrà chiesto alle famiglie di tenerli a casa? Verranno affidati al personale Ata? Verranno cumulate le ore e in modo che un insegnate abbia, ad esempio 3 ragazzi, creando così una sorta di classe differenziata? Vale la pena di ricordare, che l’Italia ha bandito da decenni, le scuole differenziate per i portatori di handicap, scegliendo la strada dell’integrazione.

Integrazione, appunto, ovvero, come recita il dizionario Treccani il fatto di integrare, di rendere intero, pieno, perfetto ciò che è incompleto o insufficiente a un determinato scopo, aggiungendo quanto è necessario o supplendo al difetto con mezzi opportuni: istituire corsi d’i. con insegnamento di materie specifiche. Dov’è l’integrazione nella scuola di oggi? Si dirà che La Provincia non è l’unico ente che deve occuparsi della scuola e che prima c’è il ministero della pubblica Istruzione, vero, ma lo scorso anno dopo proteste, battaglie, manifestazioni e ricorsi, il ministero ha fatto marcia indietro derogando alle assegnazioni iniziali e gli studenti hanno avuto, quasi tutti, le ore che gli spettavamo, la Provincia non ha mosso un dito, anzi un euro, tanto è vero che all’Isis Foresi, i genitori, grazie al finanziamento della Associazione Incontriamoci in diversi sono riusciti a integrare il progetto garantendo quattro ore settimanali (in pratica una mattinata di scuola) a tutti i ragazzi. Quest’anno? L’associazione non ha fondi illimitati e l’intervento di cui sopra ha assorbito in pratica tutto il bilancio dell’anno scorso, ed è quindi improbabile che possa ripetere questa iniziativa. Strumentale, poi, appare, la dichiarazione che puntualizza come quasi la metà della somma posta a bilancio per il finanziamento del servizio venga dall’autoriduzione degli stipendi degli amministratori provinciali. Certo nessuno gli obbligava a fare questo sacrificio, ma non è facendo l’elemosina che si risolvono i problemi. I problemi si risolvono programmando, e i nostri amministratori non hanno ancora comunicato agli istituti le cifre che verranno loro assegnate, come si pensa di fare una qualsivoglia programmazione? In questi giorni gli istituti sono in attesa delle nomine degli insegnanti, subito dopo inizierà (almeno per quanto riguarda l’Elba) la tiritera delle rinunce e le dirigenze e le segreterie saranno oberate da una serie di impegni inderogabili per garantire il regolare inizio delle lezioni (regolare si fa per dire perché sicuramente nessun istituto inizierà con l’orario completo e si dovrà aspettare almeno una quindicina di giorni per averlo), chi potrà creare i progetti individualizzati per i ragazzi diversamente abili? Ci sarebbe ancora molto da dire, ma capisco che lo spazio di un giornale non possa essere illimitato mi permetto però di allegare alla presente l’e-mail che ho inviato il 9 ottobre dello scorso anno all’amico Cristiano Adriani, presidente della 5^ commissione Pubblica istruzione e programmazione scolastica della provincia, nonché a Marco Landi ed a Pietro Carabellese….per chiedere, non come rappresentanti dei loro partiti, ma come elbani, di intervenire sulla questione, questa lettera, con piccolissime variazioni potrebbe essere riproposta oggi, spero quest’anno siano così cortesi da rispondermi, magari con i fatti .

Renzo Mazzei

di seguito la lettera dello scorso anno:

Gentilissimo Cristiano, come ti ho in parte spiegato ieri, la situazione della scuola elbana è disastrosa. Ai problemi nazionali si legano quelli insulari, che tu ben conosci, e che fanno sì, ad esempio che un istituto comprensivo come quello di Marciana e Marciana Marina abbia oltre il 90% di insegnanti supplenti, non abbia una dirigente scolastica e nemmeno una dirigente amministrativa. Potrei andare avanti per pagine ma mi limiterò a segnalarti il campo d’interevento nel quale tu, per il tuo ruolo istituzionale in Provincia, spero, possa fare qualche cosa.

Parliamo dei due istituti superiori presenti sull’isola, l’ISIS “Foresi”, e l’ITC Cerboni.
In questi due istituti sono presenti un cospicuo numero di alunni diversamente abili provenienti da tutti i comuni elbani. Fra questi una quindicina sono riconosciuti “gravemente disabili” ai sensi delle vigenti normative (legge 104/92). Questi ragazzi hanno diritto ad un insegnante di sostegno, e ad una “assistenza specialistica” mediante un educatore professionale, che li aiutino nel percorso scolastico. Mentre l’insegnate di sostegno è dipendente del ministero della pubblica istruzione (e li ci sono stati pesanti tagli solo in parte colmati da deroghe concesse proprio in questi giorni) l’educatore scolastico viene assunto (tramite convenzione con una cooperativa) dagli istituti che fanno fronte a questa spesa con un finanziamento diretto dell’organo competente per territorio, per le superiori la Provincia (mentre materne, elementari e medie competono ai singoli comuni).

Fino all’anno scolastico 2011-2012, la Provincia, con i suoi contributi, consentiva un intervento che consentiva ad ogni alunno disabile di avere circa 5/6 ore di educatore a settimana. Quest’anno, con atto n. 67 del 17.09.2012 l’ente ha impegnato quattromila euro per l’Isis Foresi e seimilacinquecento per l’Itc Cerboni, a copertura dell’assistenza specialistica per il periodo ottobre 2012 – gennaio 2013. Questo budget costringeva, di fatto gli istituti a ridurre a 3-4 ore l’intervento educativo per ogni singolo soggetto. L’ente, però, nella nota inviata agli istituti il 17 settembre u.s. a firma della dottoressa Caterina Tocchini, responsabile della U.O qualità sociale e sport, scriveva testualmente:
Allo stato attuale la scrivente U.O. non è in grado, come già anticipato con nota n. 42575 del 04.10.2011, di dare certezze in merito allo stanziamento per l’anno 2013, stante la situazione di evoluzione delle competenze Amministrative Provinciali e l’incertezza delle poste in bilancio per il 2013….

Per discutere dell’argomento era stata indetta una riunione con i dirigenti scolastici che si è tenuta il 27 settembre scorso, a Livorno, alla presenza dell’assessore Monica Mannucci e del dirigente del servizi dr. Guido Cruschelli. In questa riunione si ribadiva il concetto dell’incertezza circa le somme che saranno stanziate per il 2013 e, sembra, si sia consigliato (questo hanno riferito alcuni presenti all’incontro) di considerate il budget attuale valido sino alla fine dell’anno scolastico. Se così facessero gli istituti elbani potrebbero assicurare non più di un’ ora –un’ ora ed un quarto a settimana a ragazzo. Da un colloquio che ho personalmente avuto con l’assessore Mannucci sabato mattina, la stessa mi ha in parte confermato quanto sopra ma mi ha anche detto che, comunque, qualunque sia la fine che faranno le provincie, la spesa per l’assistenza specialistica dovrà comunque essere prevista, ma che al momento non si può quantificare perché di fatto non si conosce chi e come farà il bilancio dell’ente (qualunque esso sia) per il 2013. Siamo di fronte ad una classica situazione “all’italiana”, dove un ente, la scuola, fa bilanci per l’anno scolastico che va da settembre a giugno mentre gli altri enti fanno bilanci che seguono il calendario 1 gennaio-31 dicembre. In passato la cosa veniva, comunque risolta, sempre all’italiana, in quanto i dirigenti scolastici venivano informati, in via confidenziale, sulle cifre che avrebbero avuto a disposizione e quindi anticipavano le somme dovute alle cooperative sociali che di fatto eseguivano il servizio, oppure le pagavano appena ricevuto l’accredito dalla Provincia (di solito verso la fine dell’anno scolastico). Quest’anno, per quanto sopra esposto, ciò non è avvenuto e quindi i dirigenti sono di fronte ad un bivio, utilizzare il budget a disposizione sino al 31 gennaio e sperare che poi la situazione si risolva e che vengano assegnati i fondi per “arrivare” alla fine dell’anno scolastico, oppure spandere quella cifra su tutto l’anno. Nel primo caso il rischio è che da febbraio l’assistenza scolastica, in assenza dei fondi necessari, venga interrotta. Nel secondo caso le ore di “educatore” sarebbero, come detto circa 1 a settimana per ragazzo, ovvero “UNA PRESA IN GIRO”, per usare un termine civile. Ti esorto, quindi a cercare di trovare una soluzione che consenta di risolvere questo gravissimo problema. Tieni anche presente che, in assenza di opportune “coperture” i dirigenti possono percorrere due strade una che rasenta, se non addirittura supera, i limiti della legalità, concordando con le famiglie una riduzione dell’orario scolastico per l’alunno, l’altra di dirottare risorse destinate a progetti destinati ai normodotati impoverendo così l’offerta formativa di TUTTI gli studenti elbani. A tutto questo dobbiamo aggiungere, e questo non è una responsabilità della Provincia, che l’Isis Foresi è in pratica privo di un dirigente, in quanto nessuno ha voluto ricoprire quel posto, che è stato affidato temporaneamente alla dottoressa Ceccherini, ex dirigente dell’ITC Cerboni, che messa in pensione aveva fatto ricorso chiedendo la proroga per altri due anni, e per questo temporaneamente assegnata a quell’istituto dal provveditore. La proroga è stata rigettata dal Giudice del lavoro la settimana scorsa e quindi la dottoressa Ceccherini (che per altro ha lavorato in questi ultimi mesi senza percepire stipendio alcuno) dovrà a brevissimo lasciare il suo posto, lasciando senza guida l’istituto più numeroso dell’Elba (circa 700 studenti) e più complesso in quanto dislocato su quattro sezioni, Grigolo, Salita Napoleone, Concia di Terra e la sezione speciale presso il Carcere di Porto Azzurro. In questa situazione una soluzione potrebbe essere, in vista dei prossimi assestamenti di bilancio, di rivedere le cifre stanziate agli istituti, raddoppiandole, in modo da consentirgli di chiudere l’anno scolastico dando un assistenza almeno “decente”. Ti ringrazio per l’interessamento e ti auguro buon lavoro