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Hanno voluto smantellare l’ospedale? Ci diano una foresteria a Livorno

di Francesco Semeraro (Elba salute)

Hanno voluto smantellare l'ospedale? Ci diano una foresteria a Livorno

Quando ci si confronta sui problemi della sanità e dell’ambiente, non deve essere mai un presupposto di scontro, la discussione deve servire, fin dove è possibile, a focalizzare e ad approfondire la fattibilità di quanto si sta dibattendo. Non vi è dubbio che servano alloggi per medici e infermieri pendolari, così come per gli insegnanti ma la situazione economica attuale non lo permette, anche se si spendono 35.000 euro per i violinisti russi. Si potrebbe istituire una foresteria temporanea comprensoriale (facendo leva per ottenere i locali dell’ex finanza) che per tre mesi assicurerebbe, con modica spesa, una sistemazione provvisoria ai professionisti pendolari in attesa che trovino la giusta ed equa sistemazione.

Secondo il mio punto di vista, l’alloggio non è la prima ragione del rifiuto di venire all’Elba o di rimanerci, la stragrande maggioranza degli specialisti qui da noi accusa la preoccupazione di non potersi aggiornare clinicamente e di non avere la facoltà di esprimere la propria capacità e professionalità, perché nel nostro ospedale oramai i reparti svolgono quasi esclusivamente funzioni di ambulatorio poiché tutto il resto, inerente a quel determinato servizio, è stato trasferito in continente.

Il ruolino di servizio del “Pegaso” dimostra che molti pazienti elitrasportati se avessero a disposizione un ospedale funzionale com’era il nostro qualche anno fa, potevano benissimo essere operati qui. Diciamo anche che molti medici preferiscono fare i pendolari per altre ragioni quali incentivi, diarie, tempi ridotti di lavoro e molte volte con “accessi” pagati con somme da capogiro.

COSA DOVREBBE VEDERCI TUTTI UNITI E DETERMINATI è nel pretendere una foresteria con alloggetti sia a Piombino, sia a Livorno per ospitare i famigliari dei pazienti elbani trasferiti negli ospedali di quelle città. Più delle volte il trasferimento e il relativo ricovero, si sarebbe potuto evitare se l’ospedale di Portoferraio avesse mantenuto il livello di efficienza di qualche anno fa, ma siccome l’hanno voluto quasi smantellare, ci concedano almeno degli alloggetti a basso costo per avere la possibilitàdi stare vicini ai propri cari i quali, per scelte scellerate, sono costretti a farsi curare fuori dal proprio territorio. Uniamo le nostre passioni in una sola voce e insieme gridiamo ai sindaci che la nostra non è una richiestà, ma una pretesa.