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Un servizio dopo l’altro ci levano tutto ecco come

di Sergio Bicecci

Un servizio dopo l'altro ci levano tutto ecco come

Sto guardando l’ennesima partenza dell’elicottero del 118, lo vedo come latore di speranza, per coloro che inevitabilmente devono utilizzare questo servizio, ma non posso non pensare al grado di dipendenza da altri a cui siamo arrivati e l’ospedale ne è, forse, il più importante esempio. Ho la sensazione che noi elbani siamo dei sorvegliati speciali. Qualcuno lassù, nella stanza dei bottoni fantastica, immaginando cos’altro toglierci oltre a ciò che è già stato fatto. Fra pochi giorni emigrerà anche il Tribunale e non risulta una eclatante contestazione dei sindaci anzi, sorprendentemente tacciono. Si concluderà così l’ennesima violenza sull’Elba. Pensiamo ai servizi Idrici anche questi emigrati oltre canale, quando non sembrerebbero confutabili progetti, che periodicamente vengono pubblicati, da realizzarsi in loco e dei quali nessuno parla. In questo scarno elenco ricordo anche l’Apt, per la quale è stata ristrutturata la “Gattaia” con parere fortemente contrario della città. Una volta toltoci l’ente, importante per la promozione e lo sviluppo della nostra isola e finito l’intervento di ristrutturazione che fine farà l’immobile? Avremo sorprese? Ho elencato pochi servizi di rilievo, importanti, che qualificano e renderebbero prestigio e ricchezza , al contrario invece causano danni sociali, economici e morali alla nostra Isola alla quale sono stati sottratti. Poi troviamo cose minori, che sfuggono spesso anche ad una attenta osservazione e che riguardano magari i singoli Comuni. Così scopriamo che la richiesta di un permesso di sosta per auto, solitamente rilasciata dal Comando Vigli urbani, spesso in pochi giorni, attualmente deve arrivare da Montebelluna di Treviso (strane dictu, strane factu) e che dal 2 di maggio ha avuto felice esito dopo appena 110 giorni… Un buon servizio non c’è che dire! Poi ci accorgiamo, ancora con sorpresa, che il pagamento delle luci dei loculi cimiteriali va effettuato, ma guarda un po’, ad una ditta di Colle Val d’Elsa. Quindi bisogna pur prendere atto che stanno accadendo fatti incomprensibili, perché questa continua e inarrestabile delocalizzazione? È come se qualcuno, goccia dopo goccia, volesse ridurci talmente anemici da non avere più la forza di reagire e prevedibilmente così sarà; il percorso politico stabilito va senz’altro in questa direzione insieme, ahimè, alla cieca e qualche volta ingenua sottomissione di noi elbani. Eppure, la tutela degli interessi nostri e del nostro territorio sono stati elettoralmente affidati a qualcuno che, nel totale incomprensibile silenzio, asseconda e persegue tali scelte. Viene da chiedere ai nostri otto sindaci se mai si sono chiesti quale futuro hanno pensato di progettare per la nostra Elba e nel caso quale sia stata la risposta, perché noi, pur essendo i diretti interessati, non la conosciamo. Se non sono ancora maturi i tempi per una gestione unica del territorio Elba, ciò non toglie che sia ormai improcrastinabile che tutti i sindaci imparino ad avere una “visione collettiva e complessiva” per l’interesse, la tutela e lo sviluppo dell’intera Isola, perché la loro responsabilità è grande e unitariamente devono pensare a progettare un futuro che preveda, a cominciare dalla scuola, sviluppo e posti di lavoro. Pensino questi signori che 40 anni di gestione “a compartimenti stagni” hanno esitato soltanto un Isola invecchiata male, non più in linea con i tempi, anche e soprattutto nel settore turistico, con fughe di risorse giovanili per mancanza di prospettive e, ritengo, anche di stimoli. Davvero un bel risultato! I nostri sindaci attuali e futuri, còlti i risultati, dovrebbero avere il coraggio di abbandonare tale modus operandi campanilistico e individualista e peggio ancora di colpevole sudditanza politica che sta portando alla rottamazione dell’Elba. Per favore, si cambi mentalità, si senta e si faccia valere maggiormente e con orgoglio il senso dell’appartenenza a questo territorio, al quale soltanto dovranno rispondere e, non da ultimo, si inizi a confrontarsi umilmente con i risultati ottenuti dai tanti comuni costieri, toscani e non, a noi vicini.