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Cinquant’anni di terme all’Elba, sogno realizzato

Tutto partì dalle miracolose paludi di Portoferraio: i cavalli ne uscivano "guariti" dopo due settimane di passeggiate e i braccianti usavano il limo per curare i dolori. Negli anni Cinquanta un medico tenace e lungimirante cominciò a studiare il fenomeno. Dieci anni dopo iniziò l'uso dei fanghi

Cinquant'anni di terme all'Elba, sogno realizzato

Erano gli anni Cinquanta del secolo scorso quando alcuni medici elbani iniziarono ad interessarsi alla zona paludosa esistente nella località chiamata Antiche Saline alla periferia di Portoferraio. Le saline risalivano al Granducato di Toscana e fino al 1910 la raccolta del sale era stata regolamentata da un Regio decreto. Dismessa la produzione, il mare aveva ripreso possesso del terreno demolendo le spallette di fango che assicuravano il contenimento dell’acqua in evaporazione. Nel frattempo a Portoferraio era iniziata l’era degli altiforni per la lavorazione del ferro: la risulta di questo processo – marna di oligisto, manganese e altri minerali ferrosi – veniva depositata non lontano dalle Antiche Saline. Il gioco delle correnti e delle maree contribuiva dunque ad arricchire di ferro il fango della palude.

Già nell’immediato dopoguerra era frequente vedere superbi cavalli che sguazzavano nel fango. Erano animali provenienti dalla Tenuta Reale – in seguito Presidenziale – di San Rossore, non più idonei alle corse poiché sofferenti ai tendini e ai garretti. Dopo un paio di settimane di “passeggiate” nella palude i destrieri tornavano in perfetta salute e venivano rivenduti ai possidenti locali amanti del calesse.

La cosa non sfuggì ai braccianti della zona che iniziarono a spalmarsi da capo a piedi con questo limo prezioso dalla grana finissima e dalla grande capacità adesiva. Poi si stendevano al sole fino a quando il fango non era asciugato e infine si sciacquavano con l’acqua di mare che, dato il basso livello del bacino, era sempre tiepida. Dopo qualche giorno di queste cure naturali i contadini garantivano di non avvertire più i dolori articolari e muscolari causati da fatiche e intemperie.

Il dottor Ernesto Somigli, intraprendente medico portoferraiese, decise di approfondire l’argomento. Con ammirevole perseveranza, nonché notevole dispendio di risorse ed energie, contro lo scetticismo di molti riuscì a interessare stimati professionisti che dopo scrupolosi studi medico-scientifici dimostrarono la valenza terapeutica del limo prelevato dalla palude. Era il primo passo di un’idea suggestiva e lungimirante. Senza scendere nel dettaglio, diremo solo che occorsero più di dieci anni per ottenere tutte le autorizzazioni ministeriali e regionali necessarie all’utilizzo del fango per scopi curativi, e per costruire lo stabilimento termale.
Luglio 1963: il giorno dell’inaugurazione

Arriviamo finalmente al luglio del 1963: alla presenza di accademici, personaggi dello spettacolo e autorità vengono inaugurate le Terme San Giovanni Isola d’Elba, una realtà che non tarda ad affermarsi nel panorama termale italiano ed europeo, dispensando trattamenti di grande efficacia.
Dopo la riorganizzazione del Servizio Sanitario Nazionale, negli anni Ottanta, sotto la guida di Ernesto ed Ugo Somigli, le Terme San Giovanni acquisiscono la convenzione che permette di usufruire della fangobalneoterapia e delle cure inalatorie con il pagamento del solo ticket.
A partire dagli anni Novanta nuove analisi hanno permesso di sfruttare un altro tesoro del bacino termale: le alghe e le piante marine che vegetano spontaneamente sul fondale si sono dimostrate particolarmente benefiche, trasformate in decotto concentrato, per l’arricchimento dei bagni e degli idromassaggi salsoiodici, offrendo la possibilità di ampliare il ventaglio dei trattamenti: non solo complemento alle terapie per l’artrosi e i reumatismi, ma anche idromassaggi per combattere gli inestetismi della cellulite ed eliminare l’acido lattico presente negli atleti dopo uno sforzo muscolare.

2013 – Le Terme San Giovanni oggi: dalla Stazione di Cura al Centro Benessere

Incastonate come una gemma preziosa nel golfo di Portoferraio, le Terme San Giovanni sorgono in posizione incantevole e straordinariamente panoramica di fronte alla Darsena Medicea di Portoferraio. Il Centro è circondato da un grande parco, affacciato sul mare e ombreggiato da eucalipti, palme e tamerici, dove gli ospiti possono passeggiare e rilassarsi sia prima sia dopo i trattamenti.

Le Terme si avvalgono di un limo ad alto potenziale terapeutico che rappresenta un unicum irripetibile. Presso il Centro viene praticata la Talassoterapia, che riassume tutti i benefici che il mare può offrire attraverso l’acqua, il fango, le alghe e le piante marine. Ed è proprio grazie a questo ambiente generoso che nasce un’esclusiva linea di cosmetici naturali e prodotti biologici ecocertificati.

Lo stabilimento si avvale di operatori qualificati per fanghi, bagni, cure inalatorie, anche in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale, nonché idromassaggi, massaggi e trattamenti estetici.
Presso le Terme San Giovanni è possibile accedere al Centro di Fisiochinesiterapia e Riabilitazione che può contare su strumentazioni e professionisti di alto livello. Inoltre vengono effettuate visite medico specialistiche (otorinolaringoiatria, ortopedia, medicina estetica e nutrizionista) ed è disponibile un servizio di Risonanza Magnetica Articolare.

Nell’elegante Centro Benessere si ha accesso al Thermarium, il luogo ideale per dedicarsi al più completo relax del corpo e della mente: sauna finlandese, bagno turco, piscina idromassaggio, doccia emozionale, zona relax interna ed esterna, corner tisane. Oltre alla “Stanza del Sale”, in cui è sufficiente una sola seduta per godere degli stessi benefici di tre giorni di mare.

A dieci lustri dall’inaugurazione le Terme San Giovanni sono oggi una realtà moderna e funzionale, che giorno dopo giorno rinnova il sogno romantico del suo ideatore: Elba, l’“Isola della Salute”.

Per festeggiare il 50° anniversario delle Terme San Giovanni martedì 27 agosto alle 21:30 un concerto della pianista Alessandra Celletti nel parco dell’Hotel Airone. Ingresso libero.