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"Se ora vogliono investire su Piombino non cerchino l'alibi Concordia" - Tirreno Elba News
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“Se ora vogliono investire su Piombino non cerchino l’alibi Concordia”

Nannoni: "Se in questa città si vuole lanciare uno sviluppo portuale in competizione con Livorno lo si dica chiaramente senza tirare in ballo la nave come copertura"

"Se ora vogliono investire su Piombino non cerchino l'alibi Concordia"

Il governatore Enrico Rossi, parlando del problema della demolizione della Concordia e sponsorizzando Piombino si esprime così sui giornali nazionali : “E’ una legittima questione di opportunità e ristoro per un territorio in sofferenza”. Pur non sapendo ancora nessuno dove andrà a finire il relitto come andrà a finire la questione l’argomento spinge ad una riflessione.

Si tenta di mascherare lo spostamento di più di 160 milioni di euro per investimenti sul porto di Piombino destinati alla realizzazione di nuove banchine, moli e darsene con la fantasiosa ipotesi futuribile di un futuro polo europeo di demolizioni navali a costi competitivi con il terzo mondo e riciclo integrale locale del rottame (ma non c’è ancora nemmeno ipotesi di forni elettrici in loco..).

Ciò su cui non si può essere d’accordo è proprio il travestimento dell’operazione. Piombino, grande e storico serbatoio di voti del Pd (partito di riferimento del Governatore) è realmente in sofferenza occupazionale – alleviata tuttora da un ormai lungo utilizzo di tutti i possibili ammortizzatori sociali – ma non è il solo territorio in Toscana a soffrire la crisi economica.

Se in questa città si vuole lanciare uno sviluppo portuale in competizione con Livorno lo si dica chiaramente senza tirare in ballo il relitto di una nave come copertura. Si esponga il piano industriale sul quale poggia l’ipotesi di potenziamento, i vantaggi economici ed occupazionali che ne deriveranno nel futuro, senza tirare in ballo un’attività cimiteriale navale, tra l’altro pur altamente inquinante. I politici devono perdere il vizio di cercare alibi alle loro scelte che spesso, se non sempre, sono pilotate puramente da motivi partitici localistici. 

Quando – come adesso – c’è ristrettezza di liquidità finanziaria i soldi pubblici disponibili devono essere utilizzati dove possono dimostrare di “rendere di più” puramente sul piano economico e non dove possono “produrre” di più in termini elettorali. Ci si ponga la domanda: ci sono o no porti già dotati delle necessarie banchine ed attrezzature per quella demolizione che quindi potrebbero accogliere il rottame navale a “costi minori o zero”? Se la risposta è affermativa la Concordia deve essere evidentemente demolita in quei siti, senza che ciò escluda la decisione di un potenziamento portuale “politico” del porto di Piombino. Ma la logica del buon senso e della chiarezza esige che siano questioni separate l’una dall’altra.

Alberto Nannoni