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Prima casa, ambiente e aree produttive: la variante

Ultimo ritocco al regolamento urbanistico di Portoferraio. Il sindaco spiega contenuti e "filosofia" a TeleElba: "Quando si costruisce bisogna farlo bene e quando si è costruito male si deve ristrutturare. Uno strumento innovativo"

Prima casa, ambiente e aree produttive: la variante

Ultima variante al regolamento urbanistico di Portoferraio. Dopo la variante normativa che ha insediato l’agricoltura di qualità, la variante Peep e la variante portuale, l’ultimo ritocco allo strumento urbanistico comunale – ha detto il sindaco in un’intervista a TeleElba – sistema tutte le “incoerenze” dando risposte alle esigenze vere e primarie della città. “Viene fatta intanto un’analisi molto seria – ha detto Peria – delle aree del territorio comunale, individuando un meccanismo di tutela paesaggistica delle aree meritevoli di tutela. Poi si danno risposte importanti alla prima casa, anche con risposte innovative, come la densificazione di ciò che è già urbanizzato e cementificato, poi i frazionamenti di edifici esistenti, e quindi risposte a bisogni sociali senza consumo di territorio”. “Risposte simili – prosegue il sindaco – si hanno in ambito produttivo, perché gli insediamenti che hanno difficoltà a partire. Abbiamo rivisto le norme, abbassando i metri quadri necessari, per sostenere le imprese che in questo momento hanno bisogno di sostegno, sia quelle artigianali sia quelle commerciali. Oppure abbiamo previsto la possibilità che i privati demoliscano magari interi edifici, o interi pezzi di quartiere, e li ricostruiscano magari con meccanismi di incentivazione. Abbiamo puntato molto sull’ecostenibilità, sull’eco-efficienza e sulle rinnovabili e addirittura abbiamo scalettato gli obblighi per chi fa nuove costruzioni o ristrutturazioni, incrementando la presenza di rinnovabili da qui al 2017. Io un’idea – conclude Peria – sicuramente non servivano i 90mila metri di edilizia residenziale previsti nel piano strutturale del 2002 e non ne avremmo usato neanche un terzo. Ora il bisogno della gente è forse di fare case più piccole ma è di fare la prima casa e questo diritto non va toccato. Quando si costruisce bisogna farlo bene e quando si è costruito male bisogna provare a recuperare i quartieri e a ristrutturarli, questa è la variante e – a mio avviso – anche a livello toscano è un bel sasso nello stagno con i suoi contenuti di forte innovazione”.