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"Preoccupante il mare dell'Elba" per Goletta verde di Legambiente - Tirreno Elba News
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“Preoccupante il mare dell’Elba” per Goletta verde di Legambiente

Considerati “fortemente inquinati” la foce del fosso della Concia (località Antiche Saline) e la foce del fosso di San Giovanni. Giudizio di “inquinato” per lo sbocco dello scarico del depuratore Vaccarelle a Capoliveri

"Preoccupante il mare dell'Elba" per Goletta verde di Legambiente

Come ogni anno torna Goletta Verde. E con essa i suoi giudizi sulla qualità del mare, che risultano sempre discussi. Ed è nel complesso discreto l’esito dei campionamenti effettuati dai biologi di Legambiente in Toscana, ma ancora una volta vengono alla luce le storiche criticità sul fronte della depurazione, non più ammissibili in un territorio con una così forte vocazione turistica. Diciotto i campionamenti effettuati lungo i 601 chilometri di costa dei quali soltanto sei sono risultati “fuorilegge” e quattro dei quali con un giudizio di “fortemente inquinato”. Sul fronte dell’inquinamento microbiologico, le zone più critiche, così come lo scorso anno, sono state riscontrate in corrispondenza di due foci a Marina di Massa (canale Magliano) e a Marina di Carrara (torrente Carione) oltre che in tre piccole foci all’Isola d’Elba. 

A preoccupare Goletta Verde sono soprattutto alcuni punti all’Isola dell’Elba, dove sono risultati “fuorilegge” tre prelievi su cinque. Per due di questi, entrambi eseguiti nel comune di Portoferraio, il giudizio è di “fortemente inquinati”: alla foce del fosso della Concia, in località Antiche Saline (più volte segnalato da Legambiente per le sue acque maleodoranti e che Goletta Verde ha analizzato dopo le segnalazioni di diversi cittadini, alcuni dei quali avevano realizzato prelievi ed analisi in proprio che segnalavano un elevato inquinamento) e alla foce del fosso di San Giovanni, nell’omonima località (anche qui i biologi di Legambiente sono intervenuti su segnalazione dei cittadini). Giudizio di “inquinato” per i campionamenti eseguiti a Capoliveri, sempre all’isola dell’Elba, in piena Zona umida Sito di interesse Regionale, Zona di protezione speciale e Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano. I prelievi sono stati eseguiti presso lo sbocco dello scarico del depuratore Vaccarelle, che già nel 2012 aveva ricevuto una sanzione amministrativa dall’Arpat per difformità negli scarichi. Nella norma, invece, i campionamenti eseguiti negli altri comuni nell’isola d’Elba, cioè a Capoliveri (spiaggia di Naregno) e Porto Azzurro (scogli a sud est della spiaggia).

«Mola non è purtroppo una sorpresa – dice Umberto Mazzantini, responsabile Mare di Legambiente Toscana e portavoce del Circolo Arcipelago Toscano – Non è fortunatamente un’area frequentata dai bagnanti, ma è davvero delicata dal punto di vista ambientale. A poche centinaia di metri c’è anche il progetto di realizzare un nuovo porto che finirebbe per soffocare la zona umida e la prateria di posidonia. E’ chiaro che Comune Asa, Arpat e Parco Nazionale devono lavorare in sinergia perché questi dati fuori norma non siano più possibili. L’indecente situazione del fosso della Concia è nota e nessuno si sognerebbe di fare il bagno alla sua foce e a San Giovanni anche l’Arpat aveva già riscontrato dati fuori norma ed in precedenza erano scattati divieti di balneazione temporanei, ma i due fossi sfociano in un’area di grande importanza ambientale, residui di una zona umida e delle saline che vanno salvaguardati ad ogni costo, vista anche la presenza delle terme. Per questo Legambiente torna ancora una volta a chiedere una tutela di tutta quell’area costiera e degli importanti acquiferi superficiali. Una bonifica della quale dovrà tener conto anche il progetto di water front di Portoferraio. La prossima entrata in funzione del depuratore dello Schiopparello dovrebbe consentire di attenuare l’impatto dei reflui, ma è chiaro che in alcune località dell’Elba esiste un problema di depurazione, come dimostrano anche i prelievi degli scorsi anni e come ammette la stessa Ato acque».