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Un’estate infernale nelle carceri: agente aggredito a Porto Azzurro

Un detenuto marocchino si scaglia contro quattro uomini della polizia penitenziaria e sfascia l'ufficio della sorveglianza generale. Il sindacato: "Continue violenze negli istituti, è inaccettabile"

Un'estate infernale nelle carceri: agente aggredito a Porto Azzurro

Estate ad alto livello di tensione nelle carceri italiane. E un altro grave episodio di aggressione in danno a poliziotti penitenziari in servizio si è verificato ieri nel carcere di Porto Azzurro. Il primo sindacato della Polizia penitenziaria, il Sappe, scende sul piede di guerra contro i vertici dell’Amministrazione penitenziaria “incapaci – per i rappresentanti degli agenti – di tutelare i poliziotti e di adottare efficaci determinazioni per contrastare la costante tensione detentiva, arrivando persino alla vergogna di chiedere agli agenti il pagamento delle stanze usate in caserma per riposare”. Spiega Donato Capece, segretario generale del sindacato Autonomo Polizia penitenziaria Sappe: “Nel pomeriggio c’è stata un’altra aggressione nella casa di reclusione di Porto Azzurro dove un detenuto, marocchino, lamentando un presunto mancato accredito sul proprio libretto di conto corrente, accompagnato nell’ufficio della sorveglianza generale ha dato improvvisamente in escandescenza colpendo tutto e tutti e sfasciando ogni cosa: quattro agenti sono rimasti feriti e condotti in ospedale”. “Queste costanti violenze sono inaccettabili”, dice il leader del Sappe. “Al di là delle dichiarazioni e degli impegni a parole, la situazione penitenziaria resta critica, con 65mila detenuti presenti, dei quali 25mila in attesa di un giudizio definitivo e 24mila stranieri. E il Personale di Polizia penitenziaria paga in prima persona da un lato le tensioni che il sovraffollamento delle celle determina (aggressioni, tentati suicidi, ferimenti, atti di autolesionismo, incendi, evasioni) e dall’altro le discutibili scelte gestionali dei vertici e dei burocrati del DAP, che hanno persino imposto agli agenti di Polizia il pagamento delle stanze che occupano in Caserma, senza evidentemente neppure sapere che gli agenti che dormono e vivono in Caserma sono i primi a mobilitarsi (anche quando sono fuori servizio) in caso di gravi eventi critici in carcere”.