LA REDAZIONE
Scrivici
PUBBLICITÀ
Richiedi contatto

I traghetti, gli alberghi e l’interesse dell’isola d’Elba

di Stelio Montomoli (presidente di Toremar)

I traghetti, gli alberghi e l'interesse dell'isola d'Elba

Al presidente della Associazione albergatori elbani quando afferma, nella sua lettera pubblica, “che la Regione Toscana privatizza la Toremar e la cede alla Moby”, dev’essere sfuggito qualche effimero particolare: che alla gara di privatizzazione hanno partecipato 14 compagnie di navigazione; che alla fine ne sono rimaste due e tra queste Moby; che l’altra compagnia è stata infine esclusa per aver presentato un’offerta fuori dai requisiti stabiliti nel bando; che detta compagnia ha presentato e perso il ricorso al TAR; che, dunque, Moby non ha goduto di nessuna benevola cessione ma ha legittimamente vinto la gara pubblica indetta dalla Regione Toscana.

Ma al di là dei particolari è falso continuare nel dire che si è costituito “così un monopolio sulle banchine di Piombino che pone le basi alla lievitazione dei prezzi”. De Ferrari quando tutto questo avveniva dov’era? Perché non ha partecipato invece di fare una critica intempestiva oltre che infondata? Vale la pena precisare ancora una volta che Toremar e Moby ricercano rapporti di collaborazione come nelle biglietterie o nell’imbarco sulla prima nave disponibile, per ridurre sprechi e servire meglio le persone in transito (cosa che dovrebbe essere apprezzata dagli operatori elbani mentre il Presidente si stizzisce), rimanendo, comunque, due aziende distinte. E ciò per la semplice ragione che Toremar è un privato anomalo che non dispone, cioè, di autonomia decisionale a tutto campo, ma di spazi di autonomia delineati dal contratto di servizio vincolante con la Regione come, ad esempio, sulle tariffe dove qualsiasi manovra deve essere documentata, verificata nella sua oggettività, e quindi autorizzata.

Stupisce che ci sia ancora qualcuno che non riesce o più semplicemente non vuole comprendere che il contratto di servizio è uno strumento a tutela delle popolazioni dell’arcipelago e di una politica tariffaria improntata sui costi di produzione oggettivi. Infine non è di buon gusto farsi paladini della concorrenza fino al punto di perseverare in una campagna di denigrazione della nuova Toremar che persegue esplicitamente l’obiettivo di danneggiare il pieno dispiegarsi della sua capacità operativa, quando si hanno le mani in pasta nel capitale sociale di un’altra compagnia di navigazione.

L’ago della bussola del presidente Ingegner De Ferrari è talmente distorto da voler far passare per salvatori del territorio una compagnia che opera soltanto d’estate quando c’è la crema del caffè, lasciando l’amaro dell’inverno alle autentiche compagnie elbane che da decenni servono l’Elba: La Toremar e la Moby con diverse centinaia di lavoratori del territorio impiegati e non con una nave a noleggio per pochi mesi come la Blu Navy. Auspichiamo che la Blu Navy resti in servizio anche questo inverno, quando a transitare ci saranno pochi residenti e non ci saranno solo profitti ma garantite perdite. E’ poi surreale che il De Ferrari si faccia paladino del low cost quando, in questo periodo, nel suo albergo l’Hermitage, una persona arriva a pagare, la camera più economica, più di 500 euro al giorno.

Anche l’Hermitage, dopo il sacco estivo, a settembre chiuderà i battenti! Voler bene all’Elba non significa starci pochi mesi l’anno ma metterci la faccia sempre, chi non lo fa è un pericolo per l’isola e sta giocando solo per il proprio tornaconto. In questo caso la linea di demarcazione fra imprenditoria e speculazione è assai netta. L’atteggiamento adottato inoltre, oltre che lesivo per gli interessi economici dell’Isola e dei suoi abitanti, è distorsivo del mercato e per questo molto grave e punibile.

Ci riserviamo a tale proposito tutte le azioni più opportune, nelle sedi competenti, non solo nel nostro interesse ma soprattutto e principalmente al fine di ristabilire la verità dei fatti. Il giochetto di fare l’arbitro e il giocatore è vecchio e in generale si è sempre trattato e si tratta di fischietti di parte e di pessimi piedi.