Quantcast
LA REDAZIONE
Scrivici
PUBBLICITÀ
Richiedi contatto

Una lettera sul soccorso in mare

Una lettera sul soccorso in mare

Anche se sono passati alcuni giorni dalla pubblicazione dell’articolo e purtroppo nel frattempo avuto un lutto in famiglia, non trovando né tempo né voglia di rispondere, mi sembra doveroso rispondere anche dopo qualche giorno e fare alcune precisazioni. In primo luogo non so chi abbia fornito tutte queste informazioni di cui anche fasulle non essendo firmato l’articolo, in quanto anonimo, questo ci dispiace a tutti noi, non trovando l’autore, inoltre questo “qualcuno” poteva prendere informazioni migliori e magari avvisare anche i componenti della barca per aver preso questa decisione di fare l’articolo sul giornale e non agire all’insaputa.

Questo fatto, di iniziativa anonima, mettendo pure una foto e violando la nostra privacy. Veniamo classificati dei diportisti “…meno conoscitori del mare…”, inventando anche la storia che un volontario della Misericordia faceva scendere a terra con un tender la persona che necessitava di assistenza medica ( e qui nessuno ha pensato di fare una foto, così si sarebbe visto davvero come è avvenuto l’approdo con il tender a riva), mentre di fatto le cose sono andate in altro modo.

In effetti, una volta arrivati con la barca vicino al pontile di Vigneria, i due uomini rimanevano a bordo della barca in attesa del soccorso ed io e mia sorella, lei in preda di malessere con nausea e vomito, siamo scese da sole sul tender già pronto, con qualche disagio per via del vento, ma con i remi, mi sono diretta in direzione della spiaggetta in prossimità del pontile di Vigneria, toccando la terra ferma in poco tempo e sicura di potercela fare in modo da rassicurare mia sorella e il suo stato di malessere che ormai avanzava.

Durante il percorso una barca di passaggio con un signore a bordo, teneva controllato il tender e nel caso in cui le onde ci spingevano in direzione sbagliata, rassicurandoci diceva che avrebbe fatto da sponda, spingendoci nella direzione giusta.

Solo quando siamo arrivate alla spiaggetta, abbiamo visto che arrivava il gommone in aiuto della barca che una volta data la cima, la trainava verso il pontile del porto di Rio Marina.

In quel momento le onde non erano certo alte 2 metri, come di fatto è stato scritto nell’articolo, ma sicuramente erano alte meno di un metro, solo più tardi il mare si è alzato, ma di certo non arrivando a quell’altezza.

Una volta arrivate alla spiaggetta abbiamo oltrepassato gli scogli per accedere alla scala che collega la strada, li c’erano ad aspettarci il comandante della Capitaneria ed una persona della Misericordia che si prestava a chiedere informazioni sullo stato di salute di mia sorella, successivamente fatte salire in auto portate presso il paese per sostare sulla panchina nel giardino di fronte al porto per riprendersi dal malessere.

A questo punto sono certa di dire che il problema c’è stato, non avendo altra soluzione per il fatto che il motore della barca si era fermato, ma dal racconto dall’articolo pubblicato la storia risulta molto ingigantita e presuntuosa.

Tralasciando i particolari e la piccola polemica, con l’occasione vorrei ringraziare il 1530 per il soccorso immediato, il comandante e tutta la Capitaneria di Rio Marina per il tempestivo ed immediato soccorso, dimostrando la competenza e la professionalità data.

Un ringraziamento alla persona che con la barca ci ha sostenute nel tratto di mare fino alla spiaggia.

Un ringraziamento a tutto lo staff degli ormeggiatori che ci hanno concesso una sosta prolungata per alcuni giorni in più, dovuti all’improvviso lutto in famiglia e impossibilitati di spostare la barca.

Un ringraziamento anche alla Misericordia anche se un increscioso episodio si è dimostrato, creando un brutto pensiero a questa Confraternita , ma questo può dipendere solamente da alcune persone che non dimostrano il buon senso ed il valore umano, mirando più al valore venale.

Sandra

***

Gentile signora, grazie per la lettera di cui prendiamo atto volentieri senza problemi. Devo però consentirci di precisare a nostra volta che non c’è alcun “articolo anonimo”, definizione che rappresenta una sorta di contraddizione in termini. Si tratta di un breve resoconto, non firmato ma pubblicato sotto una testata di informazione che svolge questo servizio da quasi 10 anni (senza contare la tv). Non si tratta di un gossip on line ma di un (breve) resoconto su un fatto di cronaca ritenuto di pubblico interesse. Ci scusiamo per eventuali imprecisioni tratte dalle fonti, che sono quelle abituali della cronaca e con ciò la salutiamo.