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L’Enpa: “Morto il cane di Capoliveri, senza esito la nostra denuncia”

Gli animalisti e le domande sul caso di luglio: "Abbiamo più volte segnalato le condizioni in cui i due animali erano detenuti, rinchiusi in un recinto pieno di escrementi, rifiuti e detriti, senza cibo né acqua, con un telo di plastica come unico riparo dal sole"

L'Enpa: "Morto il cane di Capoliveri, senza esito la nostra denuncia"

A fine luglio la sezione Enpa dell’Isola d’Elba aveva denunciato le precarie condizioni in cui erano tenuti, a Capoliveri, un esemplare femmina di pastore cecoslovacco e uno maschio di pastore tedesco. L’Enpa ha presentato un esposto al Corpo forestale dello Stato, “dopo aver già segnalato il fatto a tutte le forze dell’ordine a fine giugno”. “Purtroppo – dicono oggi gli animalisti – la situazione è precipitata. Infatti, mentre la femmina, grazie all’intervento dei carabinieri e dei volontari Enpa, è stata da questi ultimi trasportata presso una clinica veterinaria sulla terraferma dove è stata ricoverata d’urgenza avendo riscontrato gravi patologie (leishmaniosi, forte anemia, ipoalbuminemia) e dove è stata sottoposta ad un intervento chirurgico che ha permesso di salvarle la vita in extremis, il suo ‘compagno’ invece non è stato altrettanto fortunato: il povero pastore tedesco è stato trovato in fin di vita dal suo proprietario, ma il veterinario accorso sul posto non ha potuto far altro che constatarne il decesso”. “Abbiamo più volte segnalato le condizioni in cui i due animali erano detenuti, rinchiusi in un recinto pieno di escrementi, rifiuti e detriti, senza cibo né acqua, con un telo di plastica come unico riparo dal sole. La lupa era addirittura legata a una catena cortissima che le impediva di muoversi – dichiara la sezione Enpa dell’Isola d’Elba – Inspiegabilmente, le autorità veterinarie della Asl, intervenute una prima volta a fine giugno, si sono opposte al sequestro dei cani sostenendo non esistesse lo stato di denutrizione, e quindi di maltrattamento, che a molti sembrava invece evidente”. Il ‘controllo’ si chiudeva così con la richiesta indirizzata al proprietario dei cani di ampliare il ‘box’ dei due animali”.

“Sollecitati dall’Enpa e dalla Polizia, che avevano nuovamente lanciato l’allarme sulle precarie condizioni dei cani, i servizi della Asl veterinariasi sono nuovamente recati sul posto il 27 luglio, ma anche in questo caso – è sempre l’Enpa a riferirlo – non veniva dato il via libera al sequestro, nonostante lo stesso proprietario avesse espresso perplessità sul loro stato di salute. Poi, il tragico epilogo”. “Esigiamo che su questa terribile vicenda venga immediatamente fatta chiarezza e siano accertate le responsabilità – prosegue la Sezione Enpa dell’isola d’Elba -. Soprattutto, vorremmo sapere perché non sono stati disposti esami medico-veterinari sugli animali, in applicazione del principio di precauzione. Perché nessuno si è accorto che i cani erano letteralmente infestati dalle zecche? Perché non si è tenuto conto dei rilievi mossi dai volontari, dai Carabinieri e da moltissimi testimoni?”. “Da quanto ci è noto – conclude la Protezione Animali elbana -, il proprietario della lupa cecoslovacca e del pastore tedesco possiede altri due cani che vengono tenuti all’interno della sua abitazione: visti i recenti, terribili trascorsi, siamo veramente preoccupati per la loro incolumità. Chiediamo quindi alle autorità di intervenire al più presto per tutelare gli altri due cani”.