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Lo spostamento del municipio ennesimo insulto alla cittadinanza

di Fausto Martorella (capogruppo Liberi Capoliveri)

Lo spostamento del municipio ennesimo insulto alla cittadinanza

Un sms, ciao dal 26 luglio spostiamo il municipio di Capoliveri. Niente di partecipato un sms per impartire un ordine alla cittadinanza che suona come l’ennesima umiliazione per i Capoliveresi. Un comando si deve eseguire, non con la buona volontà, ma col fatto. È così che funziona a Capoliveri, e chi ci amministra, o meglio chi ci comanda, è maestro, anche nel farci credere che lo sforzo atavico per la realizzazione del nuovo stabile comunale sia opera sua, e non dei cittadini che dovranno pagare un conto salatissimo per le megalomanie di un solo individuo. Molto spesso gli amministratori pubblici eletti dai cittadini, danno un’interpretazione della parola“amministrare” che applicata nel concreto del loro operato distorce la vera natura del suo significato.

Amministrare significa avere cura dell’organizzazione della gestione di un ente, di un bene o un’attività, significato che esula dal continuo costruire strutture e infrastrutture costose e inutili o manutenzioni non necessarie, il cui scopo è solo quello di far apparire concreto, l’operato degli amministratori agli occhi dei cittadini. Oggi dopo 3 anni dal mio primo intervento sulla variante, che ha snaturalizzato l’originale progetto, sono sempre più convinto che la scelta di convertire il polivalente (progetto originale) nella nuova sede del municipio, poteva essere evitata, per far fronte ad esigenze più importanti e impellenti. Personalmente ritengo, che serva un miglior utilizzo delle strutture già esistenti, quello che in qualsiasi impresa privata viene definito piano logistico, e cioè l’organizzazione di uomini, mezzi e strutture già esistenti, che risultino più funzionali anche,economicamente per il raggiungimento del benessere dei cittadini, quale primo obiettivo,(obbiettivo che non sembra essere quello dell’attuale amministrazione).

Concludo ricordando che il nostro statuto al art.2 comma 4 dice: La modifica della denominazione delle borgate o frazioni e della sede comunale può essere disposta dal Consiglio, previa consultazione popolare. Ma è chiaro che fa riferimento ad amministrazioni attente al territorio, o che conoscano il proprio statuto, e non è questo il caso di specie, dal canto nostro, non possiamo che prendere consapevolezza, dell’ennesimo atto d’ imperio, che segnaleremo agli organi competenti, accompagnato dal salatissimo conto che attende di essere saldato dai cittadini, con i propri soldi e non con gli sms.