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Tassa di sbarco partita, Corsica ferries non la applica

Primo giorno di applicazione dell'imposta sui turisti, voluta dai Comuni elbani con le compagnie di navigazione a fungere da esattori. Ma la società francese si rifiuta di riscuoterla e il sindaco di Capoliveri le intima di farlo

Tassa di sbarco partita, Corsica ferries non la applica

Partita ieri la tassa di sbarco. I turisti che si imbarcheranno a Piombino, quindi vedranno aggiungere un euro al costo del biglietto. L’applicazione della tassa è stata voluta dalle otto amministrazioni comunali elbane e il comune capofila della gestione associata della promozione turistica, Capoliveri, ha raggiunto l’intesa con le compagnie di navigazione che faranno da esattori della nuova imposta. Ma non con tutte è stato raggiunto l’accordo. Proprio ieri mattina, infatti, è arrivata una nota dell’amministrazione capoliverese che diffida la Corsica Ferries “ad adempiere ai propri doveri, e cioè all’applicazione dell’imposta di sbarco”. Gli uffici comunali hanno riscontrato, secondo quanto si legge nella nota, che la società non ha dato inizio all’applicazione della tassa con decorrenza dal 15 luglio così come indicato nella delibera comunale. Capoliveri ha comunque provveduto a comunicare alla Corsica Ferries che i mancati introiti, a decorrere dalla giornata di oggi saranno addebitati alla società stessa.

Sono esenti dal nuovo balzello turistico naturalmente i residenti e i proprietari di seconde case, che dovranno rivolgersi agli uffici tributari dei Comuni di competenza per ottenere l’attestazione da presentare alle biglietterie delle compagnie di navigazione per avere l’esonero. Inoltre non pagheranno la tassa di sbarco i lavoratori e gli studenti pendolari, i membri e gli accompagnatori delle società sportive che militano nei campionati dilettantistici e i nativi elbani. La nuova tassa è valida tutto l’anno. I Comuni stimano che i proventi di 12 mesi, a regime si aggireranno sul milione di euro, da destinare alla promozione turistica e alla valorizzazione del territorio. Nel 2013, però visto il ritardo nell’applicazione, si stima che il gettito sarà tra i 150 e i 250mila euro. Il Comune di Capoliveri, a eccezione di quello in corso, tratterrà ogni anno 25mila euro per le spese di gestione. La tassa di sbarco alla fine è stata accettata, obtorto collo, da tutti, pur di non vedere arrivare la tassa di soggiorno già applicata in numerose città d’arte e centri turistici. “Con questa operazione – specifica infatti il sindaco di Marciana Marina, Andrea Ciumei – abbiamo evitato di applicare la tassa di soggiorno. Abbiamo fatto la scelta migliore perché avremmo gravato sulle strutture recettive riconosciute e invece abbiamo spalmato l’imposta sugli ospiti anche perché andrà a loro beneficio. Una scelta fatta anche grazie agli albergatori di Marciana Marina perchè fin da subito hanno premuto perché ci orientassimo sulla tassa di sbarco”. Sulla stessa linea il presidente dell’associazione albergatori elbani, Massimo de Ferrari. “Purtroppo i soldi sono necessari perché non ne sono stati trovati altri per la promozione – spiega – essendo questa piccola cifra di un euro può essere più sopportabile. Soprattutto ora che i traghetti hanno diminuito le tariffe del 20-30% alla fine non inciderà se non minimamente. La tassa di soggiorno sappiamo che ha creato notevoli disagi per gli alberghi che l’hanno applicata. Speriamo che questa di sbarco non faccia danno e che soprattutto venga spesa bene”.