LA REDAZIONE
Scrivici
PUBBLICITÀ
Richiedi contatto

Elba Jazz: cosa poteva essere, perché è naufragato

di Paolo Boggi

Elba Jazz: cosa poteva essere, perché è naufragato

Tra pochi giorni inizia la 40° edizione di UMBRIA JAZZ a Perugia, considerato ormai il primo Festival Jazz del mondo, generando in 40anni un indotto stratosferico e un traffico turistico da fare invidia a una intera Nazione. I nomi di quest’anno sono da far tremare i polsi e iniettare grandi pulsioni emotive a chi ama la più rivoluzionaria musica dei tempi moderni. Cito solo Keith Jarret, il più prestigioso pianista del mondo, di cui è piena l’aneddotica. Si racconta che se qualcuno scatta una foto mentre suona pianta tutti e se ne va. Qui spesso si parla e si cita ancora l’avventura di Elba Jazz. La cosa mi allieta perché forse fu fatto qualcosa di buono, al contempo mi intristisce per come il progetto è naufragato. Certo è che in soli 3 anni, si era ben accreditato nella grande stampa, che lo affiancava a UMBRIA JAZZ come versione “balneare” ed effettivamente quello si trattava di perseguire. Mi sono deciso a scrivere queste poche righe, a definitivo chiarimento, perchè sembra che taluni sostengano ancora oggi, che mi ritirai perchè non accettavo la presenza di un altro festival nel frattempo varato. Questa è una falsità, casomai ritenni grave la superficialità con cui quella questione fu gestita, lasciandomi all’oscuro di programmi e progetti. Sul piano imprenditoriale si è confermato che fu una scelta errata e poco lungimirante – tant’è che anche dell’altro festival si sono perse le tracce – frutto di una certa ingordigia, di volere tutto e il contrario di tutto, senza pianificazione a lungo termine. Sono stato imprenditore per oltre 40 anni creando una catena di negozi, che attualmente è presente in tutto il mondo. Avevo già comprato due grandi capannoni per tutte le attrezzature, iniziai con l’apertura di uno show room e punto stampa di grande classe, si pensava ad artisti del calibro di Paolo Conte, e lo statunitense Peter Cincotti, che quest’anno ha raccolto un buon successo a Sanremo. S’era dato inizio a un servizio navetta tra Portoferraio e Marciana, che in sole uniche quattro serate aveva trasportato centinaia di appassionati in ora adatta a consegnarli ai ristoranti del paese. Era in progetto un nuovo palco che potesse diventare luogo di culto, ero già d’accordo con il parroco di allora don Salvatore per delle edizioni di Capodanno all’esterno e all’interno della Chiesa, e tante altre iniziative quali la scuola per i bambini che già avevano dato prova con due esibizioni. Non credo che un imprendiore investa mezzo milione di Euro sostanzialmente a fondo perduto, per poi buttare tutto all’aria, ma per dare una tale svolta da attrarre la grande stampa per qualcosa che parlasse con i fatti, facendo crescere la comunità e l’economia. L’Elba Jazz, fu costretta a fermarsi perchè si trovò di fronte manifestazioni di egolatria, mescolata a una certa insipienza del fare e del trattare, anche se magari mossa da buone intenzioni. Il mio obiettivo era di fare di Marciana Marina un fenomeno come Giffoni che è diventato il primo Festival per Bambini di tutto il mondo del cinema. Noi comunque siamo ancora qui a riprova di un amore che va oltre i 40 anni.