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Traghetti e imposta di sbarco, segnali incoraggianti all'Elba - Tirreno Elba News
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Traghetti e imposta di sbarco, segnali incoraggianti all’Elba

di Romano Bartoloni

Traghetti e imposta di sbarco, segnali incoraggianti all'Elba

E’ proprio vero che chi più ha più vuole (Ischia), e chi meno ha meno chiede (Elba). Succede che a Ischia, cullati dai successi del turismo termale, specie per la terza età, e che continua a crescere alla grande mentre altrove l’economia langue nella depressione, si tirano i remi in barca, trascurando la funzionalità dei servizi essenziali e salassando gli ospiti. L’organizzazione alberghiera rimane di consolidata qualità, assicurando un buon rapporto prestazioni/prezzi. Viceversa, i servizi pubblici, una volta fiore all’occhiello dell’isola, hanno imboccato una brutta china: rincaro dei traghetti compreso la pubblica Caremar in via di disarmo; mobilità e rete di bus in crisi (quando quasi nessuno sbarca con l’auto,peraltro vietata solo per i campani, in un territorio di appena 47kmq); strade in pessime condizioni (salvo i 17km Ischia porto/Forio asfaltati in tutta fretta a maggio per il giro d’Italia); costi strisce blu per la sosta il doppio di altrove per i turisti; zero collegamenti marittimi intorno all’isola. Di contro si impongono balzelli pesanti, come un euro e mezzo al giorno di tassa di soggiorno (oltre 20 euro a settimana per una coppia), destinati a far cassa per i Comuni invece di pianificare contropartite di migliore accoglienza.

Diversamente all’isola d’Elba, non baciata dalla fortuna di un turismo altrettanto pingue per 6 mesi l’anno e svanite le illusioni dei giorni delle vacche grasse, si cerca di cambiare marcia, escogitando una politica promozionale per migliorare l’offerta e i motivi di richiamo senza più tartassare visitatori e vacanzieri. Per la prima volta, dopo anni di rincari, si sperimenta un articolato pacchetto di agevolazioni tariffarie per i traghetti (pex davvero tali, unificazione dei prezzi al ribasso fra le due principali compagnie, meno 30% di una terza per i proprietari di casa non residenti, corse pagate dagli albergatori ecc.). Esclusa sapientemente la tassa di soggiorno per legge a discrezione dei Comuni, arriva quella di sbarco con esborso di un euro che pagano esclusivamente i turisti (e sicuramente volentieri per finalità proposte anche nel loro interesse), perché destinata a finanziare la promozione turistica e via via con il tempo a sanare il gap dei servizi pubblici, e della valorizzazione dei beni culturali e ambientali. In un territorio in mezzo al mare, dove l’andamento dei collegamenti rappresenta la chiave di volta di un’economia legata a doppia mandata al continente, appaiono finalmente segni incoraggianti di cambiamento dopo decenni di selvaggio sfruttamento dell’eldorado elbano.