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Incarichi, un "arrembaggio" che all'Elba può far danni - Tirreno Elba News
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Incarichi, un “arrembaggio” che all’Elba può far danni

In coincidenza col rush finale per la presidenza dell'Autorità portuale parte una nuova campagna sul "caro traghetti" (che non c'è). Ma fare allarmismo ingiustificato a stagione iniziata può essere molto inopportuno e rischioso

Incarichi, un "arrembaggio" che all'Elba può far danni

Il presidente della Camera di Commercio di Livorno ha convocato, invitando le associazioni di categoria dell’isola, una conferenza stampa sul “caro-traghetti” nella stagione estiva appena iniziata. Così recita l’invito giunto in redazione nei giorni scorsi. Già il contenuto di quelle due righe fa pensare. L’Elba ha già fatto molti autogol in questi anni. Anche l’imminente tassa di sbarco, per esempio, anche per come è stata annunciata ha prodotto un’eco negativa a livello nazionale e non solo.

Oggi, quando l’effetto sembrava superato dai fatti, ecco un nuovo allarme: torna il “caro traghetti”, con associazioni riunite a un tavolo a discuterne e a far discutere. Potremmo chiederci: di cosa? Ci sono quattro compagnie, prezzi “low cost” per tutti gusti e tutte le tasche, pacchetti turistici tutto compreso, arrivi e partenze per ogni esigenza. E allora di cosa andiamo a discutere? La cosa è stata ponderata? Attenzione perché il rischio è grande se si torna a parlare di caro traghetti, soprattutto se non esiste. Si rischia un’altra mazzata su quel poco di turismo rimasto. Si rischia di affondare l’Elba, perché torna a divampare il luogo comune per cui “l’Elba è cara”. Sta succedendo oggi per la Sardegna; la campagna stampa sul caro-traghetti ha sortito l’effetto del passa parola, in un noto supermercato, un capannello di amici diceva: “No, in Sardegna non andiamo perché cara”. E i dati dicono che le presenze in Sardegna calano vistosamente.

La riflessione dunque è spontanea, deve essere fatta: il “caro traghetti” all’Elba non è un allarme. E parlarne invece è deleterio, quasi mortale. Vogliamo farci del male con un allarme che non c’è? Non si tratta di autocensurarci, ma di valutare gli effetti e l’opportunità delle iniziative, per calibrarle secondo un principio di interesse generale. Se invece i criteri fossero altri, ci viene in mente che il presidente Nardi è uno dei papabili (tre, con Peria e Anselmi) alla presidenza dell’Autorità portuale di Piombino, e magari una conferenza stampa del genere potrebbe avere anche la valenza di una “campagna elettorale” (parole e promesse). Però arriva fuori tempo massimo e fuori bersaglio. Insomma, forse Nardi potrebbe trovarsi un altro tema di cui discutere, fuori dai personalismi, senza coinvolgere la gente e le imprese dello “scoglio”, senza presentare all’Elba il conto di vicende e meccanismi che non le interessano e le passano sopra. Bisogna vivere all’isola, capirla e amarla per 365 giorni l’anno, per affrontare davvero i suoi problemi con senso di responsabilità e spirito costruttivo. Il rischio è grande bisogna tenerne conto.

pc