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Colpo al bar: il ladro tradito da una traccia di sangue

Denunciato un 43enne napoletano. Due anni fa rapinò il locale sulla provinciale per Porto Azzurro. Ora dovrà rispondere all’Autorità giudiziaria livornese dell’accusa di furto aggravato e rischia fino a tre anni di reclusione

Colpo al bar: il ladro tradito da una traccia di sangue

Era sicuro di averla fatta franca ma una traccia di sangue lasciata sul luogo del furto ha permesso ai carabinieri di identificarlo e denunciarlo. Si tratta di un 43enne napoletano, G.G le iniziali, che nell’estate di due anni fa aveva deciso di fare un colpo al “bar 56” di Porto Azzurro, lungo la strada provinciale. L’uomo aveva agito di notte e dopo aver forzato una vetrata e una saracinesca interna si era impossessato di circa 9000 euro custoditi all’interno delle casse e delle slot-machine. Tutto facile e veloce per il ladro, nonostante un piccolo infortunio sul lavoro: un taglietto a un braccio. E proprio da questo inconveniente è iniziato il certosino lavoro dei Carabinieri dell’Aliquota Operativa di Portoferraio che dopo uno scrupoloso sopralluogo sulla scena del crimine, hanno rilevato e analizzato con attenzione le tracce lasciate dall’uomo, sia all’interno che all’esterno del bar. Grazie all’ausilio dei mezzi tecnologici e scientifici in dotazione al R.I.S. dei Carabinieri di Roma gli uomini dell’arma sono giunti alla sua certa identificazione. La traccia di sangue ha infatti tradito il 43enne che ora dovrà rispondere all’Autorità Giudiziaria livornese dell’accusa di furto aggravato, con pene che possono raggiungere i tre anni di reclusione. Ulteriori approfondimenti d’indagine potrebbero permettere l’individuazione di eventuali complici.