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"Fusione? I cittadini non vorranno perdere il legame con i Comuni" - Tirreno Elba News
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“Fusione? I cittadini non vorranno perdere il legame con i Comuni”

L'esponente del Pd spiega le ragioni del suo "no". "I municipi non hanno autonomia, e per i cittadini i sindaci sono l'unico contatto diretto. Il percorso è pieno di dubbi. L'Elba non premierà chi vede nei Comuni un nemico"

"Fusione? I cittadini non vorranno perdere il legame con i Comuni"

Giovanni Frangioni, dirigente del Pd, ex segretario locale della Cgil ed presidente di Esa, si avvicina il giorno del referendum sul Comune unico. Il suo è ancora un “no”, con quali argomenti?

“Non seppelliamo la speranza di vedere un terrritorio dal profilo unitario. Gli ‘ultimi accordi’ sulla sanità, sui rifiuti, in particolare al ruolo di Esa, sulla tassa di sbarco e l’analisi sul ruolo del trasporto marittimo sono aspetti più che incoraggianti. Siamo in presenza, vanno riconosciuti, di timidi ma significativi indirizzi di responsabilità istituzionale”.

Chi sostiene il Comune unico argomenta che al posto dei Comuni ci saranno i municipi a mantenere il rapporto con i cittadini. Che ne pensa?

“Il municipio non è la forma adeguata perchè non ha autonomia. Cioè non è la cosi detta amministrazione vicina ai cittadini. La migliore organizzazione di un municipio non sostituirà mai la figura di un sindaco.

A proposito, quale messaggio vuole mandare agli attuali sindaci?

“In questo momento di antipolitica o di richiesta di una ‘politica diversa’, i sindaci sono l’unico diretto contatto con il cittadino. Sono una garanzia. Proprio per questo, perchè si deve rispondere a fenomeni di ‘rigetto’, ai populismi, all’antipolitica, le amministrazioni di questo territorio devono riflettere ulteriormente sulla qualità organizzativa dei servizi e sulle scelte comprensoriali”.

Lei ha proposto con forza al tuo partito di misurarsi sul tema delle isole minori. Perché?

“Proprio perchè gli svantaggi vengono dalla posizione geografica. Avere un solo Comune non contribuisce a ridurre tali sofferenze.

Cosa pensa, oggi, del ruolo e dei poteri di un comune?

“I Comuni sono la gente. Un cittadino si identifica nel proprio Comune. Qualsiasi ingegneria istituzionale o norma nazionale che voglia cancellarli ci sbatte il naso, come è successo quasi tre anni fa per i piccoli comuni che dovevano essere soppressi. La popolazione di un comune può fare e comprendere le critiche al proprio sindaco, ma secondo me non rinuncia al legame, all’appertenenza con il suo Comune. Cioè, va oltre il significato ed il valore della figura del proprio sindaco difendendo, giustamente il proprio Comune”.

I promotori della legge regionale sulla fusione sostengono che con il Comune unico si risparmia, ci saranno incentivazioni e ci si organizza meglio. Il suo pensiero in proposito?

“Le difficoltà sia economiche che organizzative anche dei Comuni più piccoli come i nostri, non sono fattori di carattere locale ma dipendono dalla struttura dello Stato centrale nel suo complesso. Il futuro di tutti i Comuni in Italia, o nel caso di un solo comune all’Elba, deve far leva su nuove competenze e nuovi poteri. Questa è la nuova sfida che riguarda le riforme istituzionali. Chi crede ad una miglior organizzazione della struttura amministrativa e a possibili risparmi con un solo Comune, trasmette certezze alla gente. Invece il percorso del Comune unico è carico di inesattezze e dubbi. Già la legge 142 del 1990 prevedeva incentivazioni per le fusioni di Comuni, ma tutto è rimasto sulla carta in termini di accorpamento. Questo qualcosa vorrà dire”.

Cosa significa?

Che in Italia le fusioni non sono di moda”.

Il fronte del no fa un paragone con la Francia. Come legge questa sottolineatura?

“Vuol dire che il funzionamento dei comuni in un Paese non dipende dal numero degli stessi ma da come funziona l’intero sistema istituzionale. Si previlegiano le forme associative che in Italia hanno stentato ad affermarsi. All’ Elba sappiamo come è sempre andata”.

Da più parti si pensa che – se vincerà il sì – il Comune unico avrà sede a Portoferraio. E’ giusto?

“Non condivido che si faccia un unico comune, non mi appasiona dove. I cittadini di Portoferraio solidarizzino con cittadini degli altri Comuni più piccoli, perchè sono i più esposti a non vedere più nel proprio paese il proprio sindaco.

Quale risultato prevede?

“Credo che i cittadini non premieranno chi vede negli otto comuni il nemico. Tra l’insidiosa e complessa ipotesi del Comune unico e quello che garantiscono gli attuali otto comuni, sceglieranno la seconda anche se è necessario da parte dei sindaci, nell’immediato futuro, avviare un restauro istituzionale.”