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Medicina, ecco il bilancio di due mesi col nuovo primario

Nuovi percorsi, centralità del paziente e interventi di formazione le parole chiave. Fabiani: “I prossimi passi saranno la riorganizzazione del percorso riabilitativo del paziente con ictus, e diagnosi e cura della sincope”

Medicina, ecco il bilancio di due mesi col nuovo primario

Formazione del personale e centralità del paziente, sono le due parole chiave che hanno caratterizzato i primi 60 giorni del lavoro di Plinio Fabiani, nuovo direttore della Unità Operativa di Medicina Generale dell’ospedale di Portoferraio. “L’accoglienza – dice Fabiani – è stata calorosa. Ho trovato i colleghi disponibili al cambiamento e all’innovazione e questo mi ha permesso di mettere in pratica l’esperienza fatta in altri ospedali”. I due mesi sono stati sufficienti al nuovo primario, inoltre, anche per mettere a fuoco i settori sui quali lavorare. “I prossimi passi da compiere – continua Fabiani – saranno la riorganizzazione del percorso riabilitativo del paziente con ictus e quello di diagnosi e cura del paziente con sincope, patologia questa alla quale ho dedicato gran parte della mia carriera. Le linee guida indicano che per fare una buona e rapida diagnosi non è sempre necessario ricorrere subito alla Tac, ma sono sufficienti esami più semplici e immediati. Per esempio a un paziente che perde i sensi è già molto significativo misurare la pressione in posizione distesa e poi in piedi. Già da questo semplice raffronto dei valori possiamo individuare alcune fra le cause più frequenti”. Questa della sincope, ovvero la perdita di coscienza con l’improvvisa caduta a terra del paziente, è una patologia molto frequente in pronto soccorso, specie nel periodo estivo, anche all’Elba, ma in questi mesi è stato possibile confrontarsi anche con casi più insoliti, complessi e urgenti: “Ho visitato – ricorda Fabiani – un giovane di 37 anni
in grave pericolo di vita, con una patologia molto rara in fase acuta e non precedentemente nota. Siamo riusciti a capire in modo molto tempestivo che si trattava di un feocromocitoma, ovvero un tumore della ghiandola surrenale che produce un eccesso di adrenalina. Grazie alla velocità della diagnosi, siamo stati in grado di stabilizzare il paziente e trasferirlo presso un centro di alta
specializzazione dove è stato operato ed ora sta bene”. Oltre alla centralità del paziente e delle sue necessità, l’altro aspetto a cui il nuovo primario tiene molto è la formazione degli operatori: “Stiamo organizzando, nelle prossime settimane, alcune riunioni formative sia per tutta la mia equipe di medici e infermieri di medicina, sia per i colleghi del Pronto Soccorso, in modo che tutto il personale che entra in contatto con il paziente sia in grado di compiere le azioni più corrette per gestire la patologia in modo uniforme e omogeneo fin da quando il paziente arriva al pronto soccorso al suo ricovero in Medicina”.