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"Scuole, poste e caserme nei paesi: cosa resterà con un solo Comune?" - Tirreno Elba News
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“Scuole, poste e caserme nei paesi: cosa resterà con un solo Comune?”

Il documento del "No" che sintetizza gli argomenti dei contrari al referendum del 21 e 22 aprile: "Un disastro per tutti, un affare per pochi"

"Scuole, poste e caserme nei paesi: cosa resterà con un solo Comune?"

Il comitato del “No” ha elaborato un documento per sintetizzare le ragioni del voto contrario al referendum del 21 e 22 aprile. Eccolo:

Ø E’ un referendum senza quorum. Evitiamo che una minoranza decida per tutti

Ø Manca una proposta elettorale. Si va a votare “il nulla” salvo l’eliminazione di tutti gli attuali Comuni. Niente è inserito nella legge sul futuro che ci aspetta.  Si affida l’Elba a un “commissario regionale” per un tempo indefinito. Firenze da quel momento decide tutto con lui e attraverso di lui. Gli elbani vogliono conoscere il proprio futuro, ora più che mai per contenere la crisi, senza delegare nulla a nessuno.

Ø Ci ingannano quando raccontano di contrazioni di costi o aumento di risorse. Non ci sono risparmi anzi produrremo ulteriori costi. Non ci verranno regalate somme aggiuntive per la fusione, né dalla Regione, né dallo Stato sappiamo tutti che “non ci sono fondi”. I processi di fusione sono molto costosi.

Ø Non sono previste norme a tutela della rappresentanza dei territori. Intere zone, oggi Comuni, non riusciranno ad eleggere un proprio rappresentante di riferimento. I municipi, se attuati, sappiamo sono organismi derivati,  senza alcuna autonomia decisionale;

Ø I comuni elbani che diranno no al referendum saranno annessi contro la volontà dei propri cittadini (il voto é  valutato in termini percentuali).

Ø Molti dei nostri comuni diverranno periferie (la periferia è, ovunque, una zona dimenticata).

Ø Con il  Comune unico si aprirà la stagione dei grandi appalti con conseguente invasione di numerose  grandi ditte del continente, che spazzeranno via o ridurranno al lumicino tante aziende elbane. E’ già successo con Asa e con la Usl 6, con loro oggi lavorano solo imprese del continente. Prima operavano in quei settori tante ditte e professionisti elbani

Ø Se chiudono i battenti impresari edili, idraulici, elettricisti, geometri, architetti, si rischia un pesante effetto domino che danneggerà, irreparabilmente, il nostro sistema (colpirà ragionieri, commercialisti e di seguito impiegati, operai, commercianti e artigiani di diversi settori).

Ø Con un solo comune rischiamo di perdere tanti servizi: scuole/poste finora mantenute perché si parlava di “Comune”. Cosa resterà e dove? A Portoferraio? Cosa succederà dei trasporti pubblici e delle strade oggi provinciali. La valutazione dei problemi fatta per macro necessità non accontenta nessuno. 

Ø Ci sarà minor controllo del territorio. Otto sindaci: controllo diretto del territorio. La politica dei tagli, prevede la chiusura di numerose stazioni dei Carabinieri (una sede per Comune). L’attuale assetto produce sicurezza, quale sarà il domani?

Ø Non é scritto da nessuna parte come sarà il dopo; votare si é firmare una cambiale in bianco che peserà sulla nostra testa, ma soprattutto su quella dei nostri figli.  E’ in atto una crisi economica senza precedenti: perché rischiare senza garanzie?

Ø Perchè unificare i comuni? Siamo troppo piccoli? In Italia 8.092 comuni, solo 150 oltre 50.000 abitanti e 500 con più di 15.000. In Francia simili a noi 36.781 comuni.

Ø E’ una scelta senza ritorno. Oggi i territori insoddisfatti per la politica locale cambiano gli amministratori. Domani nessun cambiamento tutto nel calderone centralizzato.

Ø Oggi servizi a portata di cittadino. Domani sarà necessario muoversi con costi, oneri e sacrifici individuali. Ulteriori costi per la comunità.

Ø Piccoli comuni rapporto abitanti dipendenti 7 per 1.000. Grandi comuni 8. Dove è il risparmio?

Ø Comune Unico un disastro per tanti – un affare per pochi               

Vai a votare non lasciare che altri decidano  al posto tuo