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Il governo: “Un carcere aperto ed ecologico a Pianosa”

Il sottosegretario alla Giustizia risponde a un'interrogazione di Bosi e annuncia: "L'eventualità di utilizzare l'isola a fini penitenziari è stata sottoposta al ministro". La prospettiva: "Una struttura a vocazione ambientale". L'interrogante: "Risolvere il problema del forte degrado"

Il governo: "Un carcere aperto ed ecologico a Pianosa"

Un carcere aperto, a “vocazione ecologica”. E’ questo l’indirizzo dell’attuale governo su Pianosa. E’ stato il sottosegretario alla Giustizia Andrea Zoppini, ad annunciarlo, nella sede più istituzionale possibile, la Camera dei deputati. E lo ha fatto rispondendo a un’interrogazione a risposta urgente presentata dal deputato Udc, ed ex sindaco di Rio Marina, Francesco Bosi, che aveva chiesto quali fossero gli “intendimenti del Governo circa l’ipotesi di riattivazione dell’uso carcerario dell’isola di Pianosa, anche con riferimento alla salvaguardia del patrimonio archeologico e ambientale. Ecco il breve resoconto stenorafico della seduta, con illustrazione, risposta e replica dell’interrogante:

L’interrogazione:

FRANCESCO BOSI. Signor presidente, intervengo molto brevemente. Questa interpellanza urgente ha lo scopo di chiedere un chiarimento al Governo circa le proprie intenzioni in merito all’isola di Pianosa, che viene indicata come possibile sede di una nuova attività carceraria, come penitenziario che è stato a più riprese attivato e dimesso. Si chiede al Governo che cosa si voglia fare in questa isola così importante dal punto di vista non solo ambientale, ma anche storico e culturale per i reperti archeologici importanti che ivi risiedono, in quanto l’attuale situazione è contrassegnata da degrado e progressiva distruzione di questo patrimonio al quale ho fatto riferimento.

La risposta:

ANDREA ZOPPINI, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor presidente, nel rispondere all’interpellanza dell’onorevole Bosi, voglio ricordare che l’ipotesi di utilizzare l’isola di Pianosa a scopi detentivi è stata, nel corso degli ultimi anni, più volte valutata, anche alla luce del disposto di cui all’articolo 41-bis, comma 2-quater, che prevede che i detenuti sottoposti a tale regime speciale «siano ristretti all’interno di istituti a loro esclusivamente dedicati, collocati preferibilmente in aree insulari». Detta proposta è stata poi abbandonata, avendo l’Amministrazione condiviso i motivi di riflessione e gli spunti critici proposti, al riguardo, dall’opinione pubblica, dalle associazioni politiche e ambientalistiche, dall’Ente parco e dagli enti regionali e locali.

Ciò detto, voglio anche precisare che l’eventualità di utilizzare l’isola di Pianosa a fini penitenziari è stata nuovamente sottoposta al vaglio del Ministro guardasigilli, tenuto conto sia dell’attuale situazione di sovraffollamento esistente negli istituti italiani, che delle potenzialità che il territorio in questione può offrire, tanto sul fronte trattamentale, che su quello della sicurezza.

Va evidenziato, peraltro, che una tale opzione dovrebbe innanzitutto essere concertata con L’Ente parco e la regione Toscana, attesa la delicatezza della questione e l’opportunità di agire congiuntamente attraverso l’elaborazione di un progetto il più possibile condiviso, tale da consentire il perseguimento degli obiettivi di rispettiva pertinenza, così come auspicato dall’interpellante.

Infatti, preme evidenziare che un’eventuale nuova utilizzazione dell’isola a scopi detentivi potrebbe essere conseguita solo nella prospettiva di creare un istituto a vocazione ecologica – in altri termini un «carcere aperto» -, ossia un istituto che, nel prevedere una custodia leggera, possa assumere anche l’impegno di attendere alla tutela ed allo sviluppo dei valori ambientali, paesistici e naturalistici propri dell’isola. A tale riguardo, l’Amministrazione potrebbe procedere ad un’attività di educazione, istruzione e formazione della persona detenuta, finalizzata alla tutela e valorizzazione del territorio e alla salvaguardia dei suoi equilibri.

In tale ipotesi, potrebbero esser messe in atto misure idonee a salvaguardare le conoscenze acquisite dai detenuti e ad assicurare una sorta di continuità nello svolgimento delle iniziative e delle attività programmate. Tali obiettivi potrebbero essere in linea con l’impiego dell’isola a fini turistici che verrebbero, anzi, incentivati dalla valorizzazione dell’ambiente.

Come già ribadito in altre sedi, ritengo opportuno concludere precisando che ogni decisione riguardante il futuro dell’isola di Pianosa sarà, comunque, assunta solo a seguito del coinvolgimento dei diversi soggetti pubblici che operano, a vario titolo, su quel territorio, ciò affinché la programmazione di eventuali interventi possa essere inserita in un più generale progetto condiviso di valorizzazione e gestione del patrimonio culturale e naturale di appartenenza pubblica.

La replica

FRANCESCO BOSI. Signor presidente, prendo atto che il sottosegretario, a nome del ministero della giustizia, non ha escluso, anzi, ha ipotizzato un qualche tipo di utilizzazione di Pianosa; tuttavia credo che manchi, forse, una risposta in ordine all’altro problema, cioè cosa fare di questa isola che – lo ripeto – nella situazione data, non essendoci più le attività carcerarie e non essendoci più altre attività di salvaguardia e di valorizzazione di questo patrimonio ambientale, versa, come ho detto all’inizio, in una condizione di fortissimo degrado.

Le competenze vanno fatte risalire sicuramente al ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, a cui era anche indirizzata questa interpellanza urgente e, come riferimento diretto, a un ruolo della regione toscana e dell’ente parco, ente che dipende dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. Quindi, per quel che riguarda l’aspetto di competenza del Ministero della giustizia, ancorché trattasi di risposta problematica e interlocutoria, non posso fare altro che prenderne atto senza soddisfazione e senza insoddisfazione. Al contrario, sono abbastanza insoddisfatto per quel che riguarda l’aspetto di competenza del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.