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Il giudice di pace chiude all’Elba (ma anche a Piombino)

D'ora in poi anche per le piccole cause legali bisognerà recarsi a Livorno. Resta una possibilità di tenere l'ufficio aperto: un consorzio di Comuni

Il giudice di pace chiude all'Elba (ma anche a Piombino)

Saranno 674 gli uffici del giudice di pace soppressi in Italia, su un totale di 846 esistenti, e tra questi c’è anche quello di Portoferraio. Almeno questo è quanto prevede il decreto legislativo del Ministero della Giustizia, approvato prima di Natale sulla revisione degli uffici del giudice di pace. Un maxiemendamento che punta a recuperare risorse, giudici e personale, da destinare a una più equilibrata presenza sul territorio e senza stanziamenti aggiuntivi. Un problema in più, però, per gli isolani che per ogni piccola contestazione dovranno recarsi sul continente e neanche tanto vicino, ma direttamente a Livorno, visto che nel decreto è prevista la soppressione anche degli uffici di Piombino e di Cecina. “Questa soppressione – commenta il sindaco di Portoferraio, Roberto Peria – rappresenta una minaccia per l’operatività della giustizia locale e per il funzionamento degli uffici, e oltre a questo si creano ulteriori disagi per i cittadini elbani già penalizzati dall’insularità e che ora saranno costretti a recarsi a Livorno anche per contestare multe di lieve entità”. Resta una possibilità. Quella che siano i comuni ad occuparsi di tenere aperto l’ufficio. La norma infatti, entro 60 giorni dalla pubblicazione del decreto, dà la possibilità agli anti locali interessati, anche consorziati tra loro, di chiedere il mantenimento degli uffici del giudice di pace, anche con eventuale accorpamento, facendosi carico delle spese di funzionamento e di erogazione dei servizi di giustizia, incluso il personale amministrativo, che sarà messo a disposizione dagli stessi enti. “Dobbiamo mobilitarci – continua Peria – perché il decreto non abbia il via libera. Se invece dovesse passare in questo modo bisogna che anche gli altri sindaci si mobilitino perché l’ufficio del giudice di pace di Portoferraio non venga soppresso”. L’amministrazione del capoluogo ha già in carico l’affitto della sede attuale per cui ogni anno spende 30 mila euro. “Faccio appello ai miei sette colleghi – termina Peria – perché si possano accollare le spese di funzionamento dell’ufficio e questo sia mantenuto sul territorio”.

A.D.