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La Caponnetto: "Molti camorristi se ne sono andati dall'isola" - Tirreno Elba News
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La Caponnetto: “Molti camorristi se ne sono andati dall’isola”

Ieri il rapporto ha confermato l'allarme sulle infiltrazioni. Ma il presidente della Fondazione, Calleri, dice a Tenews: "Mai abbassare la guardia, ma dopo il caso Marandino tanti non hanno più sentito sicuro questo territorio"

La Caponnetto: "Molti camorristi se ne sono andati dall'isola"

“La mafia in Toscana  inizia a colonizzare alcune zone”, “l’isola d’Elba è a rischio”. La fondazione Caponnetto è tornata a lanciare il suo allarme, con il rapporto 2011, confermando il rischio sulla possibile penetrazione delle organizzazioni criminali straniere, compresa la mafia russa.

Ma la novità, si direbbe, è di segno opposto. Al dato allarmante se ne contrappone un altro, certamente più rassicurante. E’ il presidente Fondazione Caponnetto Salvatore Calleri a parlarne con Tenews: “Sull’isola ci sono meno camorristi”, dice Calleri. “Dopo l’ormai famoso caso Marandino – ci spiega – molti hanno lasciato l’Elba. Probabilmente in seguito al movimento che si è creato non hanno più sentito questo territorio un porto sicuro come poteva esserlo prima”. Si tratta di dati che giungono dai rapporti della Dia (direzione investigativa antimafia), dalla Dna (Direzione nazionale Antimafia) e dai rapporti dei parlamentari impegnati nella commissione antimafia. “Certamente – spiega ancora Calleri – non ci si può permettere di abbassare la guardia, anzi è necessario un monitoraggio continuo”. “Noi, ancora oggi, ci chiediamo – conclude il presidente della Fondazione Caponnetto – chi sono e dove sono quelli delle auto incendiate qualche tempo fa. Ancora non sappiamo nulla”.