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Bidoni pericolosi dispersi in mare. Potrebbero arrivare all’isola

L'eurocargo Venezia ha perduto alcuni semirimorchi. Materiale che entrando in contatto con l'aria può sviluppare gas nocivi. La Capitaneria: "Se isolato il materiale è inerte. Bisogna attenersi ad alcune precauzioni"

Bidoni pericolosi dispersi in mare. Potrebbero arrivare all'isola

Il 17 dicembre scorso l’Eurocargo Venezia, della compagnia di navigazione Grimaldi Lines, secondo quanto diffuso dalla stampa e confermato dalla Guardia costiera di Livorno, avrebbe perso nello specchio acqueo compreso fra l’isola di Gorgona e Banco di Santa Lucia alcuni semirimorchi di circa 200 litri ciascuno contenenti materiale altamente pericoloso. Ad occuparsi del caso è stata proprio la Capitaneria di Porto di Livorno, che con un comunicato ufficiale ha fatto sapere che la merce risulta contenuta in bidoni metallici di colore blu, e racchiusa in sacchi di plastica neri del tipo di quelli da spazzatura. Il materiale, se ben isolato non risulta pericoloso, la sua pericolosità si manifesta solo quando entra a contatto con l’aria: in questo caso il materiale si scalda fino ad alte temperature, producendo fiamme bluastre e liberando polveri e gas. La questione è stata sollevata in Consiglio comunale a Livorno a livello politico dal gruppo Sel che ha chiesto all’amministrazione di spiegare perché non sia stata attivata la protezione civile, invitando le autorità a fare chiarezza sul caso. Ma adesso la notizia si è diffusa a livello nazionale. Intanto un summit dell’Autorità marittima con la Prefettura di Livorno ha prodotto l’elaborazione di una serie di norme di sicurezza da seguire in caso di rinvenimento dei fusti incriminati. Non è escluso, infatti, che per la loro consistenza e conformazione i fusti dispersi dall’Eurocargo Venezia abbiano galleggiato fino a raggiungere in taluni casi anche le coste comportando pericolo per l’ambiente, ma anche per le persone. Ad essere messa in pericolo è una vasta area marina che comprende l’Arcipelago Toscano, la Corsica fino a lambire la Sardegna e la parte alta del mediterraneo. Per questo nelle ultime ore la Capitaneria di Porto di Portoferraio ha diramato a pescherecci e circoli nautici un avviso contenente le indicazioni da seguire in caso di contatto con i fusti dispersi di fronte a Gorgona. C’è un’alta probabilità che alcuni dei fusti in questione possano finire nelle reti dei pescherecci che operano nel nostro territorio o essere avvistati dai natanti privati. In ogni caso la raccomandazione è di non tenere a bordo per lungo tempo il materiale, evitarne per quanto possibile la manipolazione, tenere lo stesso il più possibile umido in modo da evitare l’autocombustione e segnalare quanto prima la localizzazione di natante e materiale ritrovato alla competente autorità marittima.