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Lasciamo perdere le tasse, introduciamo rischio e innovazione

di Paolo Boggi

Lasciamo perdere le tasse, introduciamo rischio e innovazione

Qualsiasi località, la cui economia è legata esclusivamente al turismo,non si sognerebbe mai, ora, di istituire una tassa d’ingresso,o di sbarco, nel caso di un isola. E’ come se un ristorante alle 20 di sera, facesse pagare un ingresso a chi vuole mangiare. Ma al di là della giustezza o meno del provvedimento, la spaventosa e devastante crisi che il paese, e l’Europa si accinge ad affrontare, dovrebbe suggerire ben altri provvedimenti,che non siano quelli di disincentivare il turista.Il mondo da sempre è nelle mani di chi compra e non di chi vende,e mai come in questo periodo l’intero mondo è a prezzi di saldi. Dai più grandi gruppi, al più piccolo bottegaio. Lo stesso tesoro non fa che svendere i propri titoli. L’esempio da seguire sarebbe stato quello svizzero,che privilegia sempre il turista. Le possibili vie per affrontare questa crisi, non sono molte, anzi ce né una sola, una grande capacità e fantasia imprenditoriale. Una vocazione al rischio che non sempre emerge negli operatori piccoli o grandi, e soprattutto una programmazione che guardi avanti cercando di intuire quale turismo si debba perseguire nei prossimi anni. Si avvertono cambiamenti radicali,soprattutto in prezzi e tariffe.Per citarne una, Alitalia, per buona parte dell’anno fa pagare su Milano Napoli 30 Euro, da Bergamo a Pescara andata e ritorno 29 Euro. Per traghettare da Piombino a Portoferraio no comment. Credo che al posto della tassa di soggiorno sia meglio un benvenuto con dei fiori.