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Il primo pezzo lo porta il mare: recuperiamo quella carcassa

di Renato de Michieli Vitturi

Il primo pezzo lo porta il mare: recuperiamo quella carcassa

Ho visto sui quotidiani on line la foto dell’eccezionale spiaggiamento dell’enorme cetaceo su una spiaggia di Cavo, ed ho letto con sorpresa che, eseguiti i cintrolli del caso, la carcassa si dovrà smaltire in qualche modo. Ieri un amico mi ha parlato della possibilità di affondarla.

Mi domando dunque: ma non è possibile recuperare la carcassa, che dalle foto sembra integra, per esporre da qualche parte lo scheletro come avviene in molti musei di storia naturale? Ricordo di averne visti uno a Milano e una a Calci, in bellissimi musei ma completamente “decontestualizzati”. Avere un “mostro” di 15 metri all’Elba sarebbe, a mio avviso, elemento di grande interesse e richiamo, soprattutto per bambini e ragazzi che, tra l’altro, ne potrebbero trarre spunto e ispirazione per la loro formazione. Si parla da anni di museo del mare all’Elba; oggi è il mare stesso a consegnarci il primo pezzo di pregio da esporre e noi pensiamo di rispedirlo al mittente?

Mi piacerebbe che il Parco, il Comune di Rio Marina, il Santuario dei Cetacei, le varie associazioni ecologiste che gravitano sull’Isola, valutassero quest’idea. Anzi, provo a rivolgermi direttamente alla sindaca nonché segretario dell’Autorità portuale: perché quest’ultimo soggetto, che forse ha qualche soldo in più delle altre amministrazioni, non finanzia il recupero della carcassa e la sua esposizione in qualche spazio del Comune di Rio Marina?