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Primo sì alla tassa d’accesso: un euro e 50 per sbarcare

L'emendamento alla legge sul federalismo fiscale incassa il sì dell'Ancim. Il vicepresidente Ciumei: "E' l'alternativa alla contestata tassa di soggiorno, per finanziare promozione e servizi". Della Lucia: "Quella aiuterebbe il sommerso. Se tributo dev'essere, almeno sia equo". Esenzione per residenti

Primo sì alla tassa d'accesso: un euro e 50 per sbarcare

E’ la stretta finale sulla questione tassa di soggiorno-tassa di accesso. L’Ancim, associazione nazionale dei Comuni delle isole minori, si è riunita per portare in approvazione la proposta di emendamento alla legge sul federalismo fiscale nella quale è prevista l’introduzione della tanto discussa tassa di soggiorno, una gabella che già molti  Comuni italiani hanno adottato per poter rimpinguare le sempre più vuote casse municipali, ma che ai più, soprattutto ai piccoli Comuni che vivono di turismo, pare un disincentivo alla promozione del territorio, capace di penalizzarne l’economia. Per l’Ancim la soluzione prospettata è ipotizzare una via alternativa introducendo la tassa di accesso, che secondo l’Associazione sarebbe capace di evitare un aggravio fiscale a carico dei cittadini, offrendo comunque la facoltà agli enti di avvalersi di una nuova possibilità di entrata e avendo comunque  “l’effetto – scrive l’Ancim – di essere moderata e diffusa in modo più ampio la rende in definitiva più accettabile da tutti”.

La proposta di emendamento ha avuto l’ok dell’Assemblea e adesso si trova al vaglio di Governo e Parlamento in attesa dell’approvazione o nella stessa finanziaria o nei successivi decreto attuativi. “L’emendamento – spiega Andrea Ciumei, vicepresidente dell’Ancim – prevede un’imposta di accesso da applicare con gradualità fino ad un massimo di un euro e 50 centesimi a carico di coloro che qualsiasi mezzo di trasporto pubblico o privato decidono di accedere sulle isole. Il gettito andrebbe a finanziarie interventi in materia di turismo, ma anche interventi di fruizione e recupero dei beni culturali e ambientali nonché dei relativi servizi pubblici locali”. Esentati dall’imposta sarebbero i residenti nei Comuni toccati dall’imposta, i lavoratori, gli studenti pendolari e i componenti della famiglia dei soggetti che risultano pagatori di imposta comunale sugli immobili e parificati ai residenti. “E’ questa un’opportunità per i nostri territori – sottolinea Ciumei – un’opportunità a costo zero e che per di più non va a compromettere gli equilibri della finanziaria in corso di approvazione. Una tassa che andrebbe a sostituire la tassa di soggiorno tanto contestata e che già trova invece, l’interesse concreto di molte località turistiche del nostro Paese”.

“Questa – dice Claudio Della Lucia, presente all’assemblea Ancim, in rappresentanza dei Comuni dell’Elba – costituisce un esempio di equità, una proposta delle isole che consente un facile controllo sull’accesso e che non va a gravare solo su alcune tipologie di permanenza (alberghi, campeggi, residence), quelle ufficiali, come la tassa di soggiorno, che invece ‘aiuterebbe’ il sommerso. In ogni caso la nostra posizione è di contrarietà a nuove tasse, ma se dobbiamo applicarne una aggiuntiva sul turismo, che almeno sua la più equa secondo la nostra proposta”.