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Polemiche banali sugli arredi: pensiamo a soluzioni per il centro

di Alberto Nannoni

Polemiche banali sugli arredi: pensiamo a soluzioni per il centro

Si è sviluppata una polemica attorno al nuovo arredo di piazza Cavour fino al coinvolgimento del gruppo di opposizione comunale guidato da Roberto Marini. Mi sembra tempo sprecato su banalità a detrimento di interventi molto più importanti a sostegno del centro storico dei quali però né l’Amministrazione Peria né le opposizioni danno segno di avere consapevolezza. Il centro storico di Portoferraio è attualmente in coma invernale profondo. C’è stata una lettera – molto sensata – de Il Libraio in merito al comportamento delle locali attività commerciali alla quale sono seguite varie considerazioni espresse da altri titolari di attività commerciali nonchè una diplomatica ma non utile risposta del sindaco.Nel dibattito è stato sollevato il problema della mitica calata che assieme a piazza Cavour e tutta la parte alta del paese nel dopo estate diventa deserta: il centro della maggiore città dell’isola, invece che attirare persone in cerca di svago come normalmente accade nelle altre realtà toscane ed italiane, qui le respinge. Perchè? Ed ecco il legame fra gli arredi urbani di piazza Cavour e il drammatico problema dell’abbandono del centro storico. L’Amministrazione Peria nel suo piano di rilancio del Centro storico ha ristrutturato il Forte Falcone (con ottimo risultato), e allo stesso fine ha sostituito gli arredi urbani, andando incontro – ripeto – a banali discussioni con una opposizione che chiamerei incompetente al suo ruolo. Non è con questi interventi “tecnici” che si risolve la desertificazione del nostro bellissimo centro storico. Dobbiamo dire con chiarezza che quando in una paese non si sostiene la piccola attività commerciale al minuto favorendo la grande distribuzione esterna, quando si accetta con indifferenza il trasloco degli uffici pubblici all’esterno del centro, quando si impone una rigida Ztl assolutamente inutile nel periodo invernale scoraggiando chiunque a avvicinarsi al centro anche solo per prendere un caffè, quando si tollera occupazioni permanenti e inutili di suolo pubblico per attività stagionalmente chiuse come sta accadendo nell’indifferenza od in tacito accordo dell’Amministrazione, avremo un solo risultato: la morte lenta per soffocamento della parte più bella del paese. I negozi chiudono, le famiglie tendono a migrare nelle parti nuove, il commercio va alla Loppa e il centro muore. Non sono sufficienti gli abbellimenti e le ristrutturazioni se non sono accompagnati da energiche misure d’intervento sul tessuto sociale che restituiscano vitalità e vivibilità al centro. Bisogna rendere economicamente attraente l’apertura di nuove attività, bisogna facilitare l’accesso invernale fino ai parcheggi gratuiti, bisogna reintrodurre i servizi pubblici, ridare nuova vita ai mercati e ripristinare luoghi di aggregazione sociale quali che siano: tutte cose necessarie per innestare un ritorno di nuove famiglie oltre agli anziani che restano i principali residenti e che, tra la’ltro, sono i più penalizzati da questo stato di cose. Signor Sindaco e signori della Giunta e delle opposizioni, vi invito ad uscire dagli uffici per avventurarvi in dicembre sulle strade alte verso i nostri bellissimi forti: certamente vi prenderà un senso di angoscia, particolarmente se ci andrete nel tardo pomeriggio alla fioca luce dei lampioni: è così che volete sia il Centro storico?

Vorrei che gli Amministratori o le opposizioni o meglio entrambe si facessero carico del problema tralasciando fatue polemiche sul bello ed il brutto delle panchine (do ragione a Peria: prima di esprimersi almeno si aspetti l’opera finita) e riflettessero seriamente (assieme alle Associazioni di categoria) su quali interventi poter effettuare sul tessuto sociale del centro oltre a quelli tecnici che da soli non potranno mai invertire il declino sociale in atto.